Ci devi stare, inutile sperare
Di recuperare se hanno detto no
Meglio sparire, non telefonare
Per sentirsi dire un'altra volta no
Come se non t'importasse più, no
Senza farti mai vedere giù
Si può amare da morire
Ma morire d'amore no
Oggi una cosa singolare: da scuola chiedono di non far indossare ai bambini calzoncini o gonnelle molto corte, canottiere, magliette sbracciate definendolo abbigliamento non consono.
Ora in prima elementare vorrei capire quale è l abbigliamento consono? In base a cosa lo sarebbe o non lo sarebbe?
Vorrei capire se stiamo sindacando le zone scoperte e infliggendo ai bambini una sorta di pudore oppure siamo preoccupati per le possibili escoriazioni che non credo possano avvenire sulle spalle per aver messo una canottiera…
Va da sé che la cosa è rivolta alle bambine ma non riesco a capire quale possa essere l’utilità e piuttosto mi sembra un modo elegante per iniziare il modus pensante “ se l’è cercata”.
Onestamente credo che parlare di consono in prima elementare non abbia alcun risvolto logico soprattutto se si fa passare la cosa sotto le fattezze del regolamento.
A scuola tra qualche giorno ci saranno almeno 28 gradi nelle classi al sole, perché i bambini non possono indossare abiti consoni al loro essere bambini!?
Proprio non comprendo e mi auguro vivamente che la scuola rimanga fuori dalle dinamiche religiose che nella nostra scuola non dovrebbe entrare.
L'amore ha un peso? Come decidiamo a chi dedicare le nostre energie? Sulla base di cosa?
Il cuore vince sul cervello o viceversa?
Ogni persona è a sé: le decisioni che vengono prese da ognuno di noi sono frutto di tante componenti. La famiglia, il trascorso personale, gli avvenimenti e tutto condensato in noi. La soluzione corretta non la sa nessuno: ognuno sceglie per sé.
Queste scelte formano la nostra storia e ciò che lasciano del nostro percorso.
Solo il tempo dirà qualcosa su chi siamo stati.
Ieri velocemente entro in biblioteca e vedo questo libretto. La canzone mi piace molto e ho deciso di prenderlo a scatola chiusa.
Alla sera con le bambine lo abbiamo letto e abbiamo pianto, incessantemente, pensando a quella bambina del racconto.
Una storia dolcissima e tristissima al tempo stesso.
Ho voluto sottolineare alle bimbe l'importanza degli artisti, poeti, cantanti, pittori e disegnatori. Prendono una storia che li ha colpiti e la fissano nel tempo. Riflettendoci è una grande responsabilità: traghettare una storia nel tempo, renderla eterna.
Si canta questa canzone con leggerezza ma ciò che porta dentro strazia il cuore.
Come le farfalle hai vissuto un giorno.....
Stamattina mi sono alzata e mi girava la testa assieme ad un po di nausea. Ho provato a vestirmi ma sudavo freddo allora ho deciso di tornare a letto e lui ha dovuto occuparsi delle bambine.
La più piccola alzandosi e trovandomi a letto si è spaventata tanto da scoppiare a piangere.
Quando parliamo del futuro spesso ha momenti di tristezza perché sa che noi siamo più vecchi e inevitabilmente andiamo verso il declino. Un giorno scoppio a piangere quando le chiesi scherzando che università le sarebbe piaciuto fare. Quasi pensasse che io quel momento non lo vedrò.
E’ una bimba molto tenera e fragile non potrei mai pensare di lasciarla sola al mondo, ovviamente cerco di fare del mio meglio.
Quando è andata a scuola mi sono sdraiata a letto e ho guardato fuori….tutto il mondo si muove veloce, la vita scorre anche se tu sei ferma.
Ho pensato all’ importanza dello star bene, alla sua necessità e ho pensato anche a tutte quelle persone che la salute non ce l hanno e stanno a letto guardando la vita scorrere dalla loro finestra, aspettando che qualcuno porti cibo, gli faccia compagnia o li pulisca sempre ammesso che tutto questo sia possibile.
Ho pensato a quanto davvero siamo puntini rispetto al flusso di vita che ci circonda: con o senza di noi tutto prosegue.
La vita è davvero unica, una sola occasione.
Quindi cosa conta davvero di quel che abbiamo vissuto? Quella lista è la cosa più importante perché ci esorta sempre a seguire il cuore e la felicità, le uniche cose che rendono questa vita, vera!
Leggo su un gruppo FB
I figli adolescenti si stanno allontanando da me , non gradiscono attenzioni. Non so fare altro... Potrei,dovrei pensare di più a me, ma non lo so fare , non l'ho mai fatto, neanche da ragazza.mi sento tanto triste ,vuota e inutile . Ci proverò spero di riuscirci perché solo quando i miei figli mi vedevano come la mamma che sapeva fare tutto e che era fondamentale, mi faceva stare bene.
Penso a queste mamme che spesso, me compresa, vediamo come perfette: sempre sul pezzo, pranzo impeccabile, tutto stirato, attività dei bambini sempre curate, seguite etc.
Quante volte ho detto "caspita che invidia" perché ero quella che si è scordata di un compleanno, non riesce a fare menu diverso da quello che hanno mangiato a pranzo, fa uscire le bambine con qualche buco nei pantaloni, non fa la rappresentante di classe etc
Poi però, complice anche mio marito che mi ha sempre incoraggiata, ho perseguito le mie passioni, mi sono dedicate a ciò che amo, mi spendo nel lavoro che mi piace, lascio andare alcuni tipi di perfezione....proprio l'altro giorno mi sono guardata indietro e ho detto che mi sento bene, felice e appagata.
Le mie figlie ancora non sono adolescenti ma qualche scherzo già si manifesta però credo che rispettino ciò che sono e ciò in cui mi spendo e spero che per questo mi rispettino come mamma ma soprattutto come essere umano.
Spero di non trovarmi in quel momento di disagio che mi farà sentire vuota e inutile.
È il 5 marzo compleanno di mio papà, stasera si và a cena per festeggiare i suoi 76 anni con tutta la nostra famiglia. Un tempo eravamo molto di più ma le cose cambiano.
È il 5 marzo e da qualche giorno Usa e Israele bombardano l'Iran con una probabile escalation di violenze, ripercussioni e crisi economica.
È il 5 marzo ed esco da lavoro un po' delusa perché nonostante si faccia molto per cambiare le cose, le cose spesso non cambiano affatto.
È il 5 marzo e ho 47 anni che mi sembrano tantissimi fisicamente ma penso che in testa ne ho ancora 35 e questo mi fa sperare di non diventare una noiosa donna di mezz'età.
È il 5 marzo e sono sul treno che ogni giorno mi porta in una città che una volta mi faceva paura ma che ora incredibilmente mi piace e che ringrazio per le occasioni che mi presenta ogni giorno.
È il 5 marzo e sono madre e moglie e anche figlia, credo brava in quello che comporta o perlomeno faccio del mio meglio. Sono anche e soprattutto una persona che va in terapia da qualche settimana e non si vergogna perché questo alleggerisce il peso di ogni giorno e aiuta a vedere le cose per quello che oggettivamente sono.
È il 5 marzo e sono preoccupata si, ma sono felice, soddisfatta e grata per chi è al mio fianco, per ciò che mi circonda e che ho costruito e questa è una bella grande fortuna.
Se qualcuno al mondo deciderà che deve finire potrò dire di aver vissuto appieno tutto ciò che ho potuto.
Il pensiero del bambino di Napoli mi trafigge il cuore e la coscienza.
Ho letto dell' errato modo di trasporto dell'organo del mancato utilizzo di un dispositivo idoneo e più tecnologico che forse c'era, dell'inevitabilità di procedere al trapianto nonostante la condizione.
Tutti questi errori sulle spalle di una famiglia con un figlio da salvare, sulle spalle di un bambino di appena due anni che doveva vivere.
Ragionamenti freddi, razionali, esenti dai coinvolgimenti del cuore hanno dato il loro responso "impossibile procedere".
Vivo da un po' il contesto pubblico: vivo le frustrazioni, l'incapacità, l'assenza di mezzi, la totale indifferenza del singolo che caricato del fardello lo porta da solo abbandonato a stesso, l'assenza di fondi per riconoscere le professionalità. Indubbiamente tutto questo contribuisce a spegnere la fiamma dentro chi è animato dalla dignità e dall' etica ma che poi si arrende all' evidenza dei fatti.
Ma dico può un bambino pagare lo schifo che viviamo?
Non vorrei le istituzioni al funerale perché complici di questa morte: i fondi alla sanità dimezzati, un servizio inesistente che grava molto spesso sulle famiglie.
Quale futuro ....
Nessuno per quel piccolo corpo legato ad una macchina.
Difficile pensare al futuro anche dei suoi genitori costretti in eterno a vivere senza una parte del loro cuore.
Rosa come l'infanzia
Giallo come la vita
Azzurro come la speranza
Rosso come la passione
Palette d'autore per un cielo che sa di primavera
Quanto influiscono le abitudini sulla nostra vita? Quanta difficoltà c'è nel rompere la barriera del confort?
Molto spesso ci si arrocca sulle proprie posizioni e non si riesce ad uscirne. Di sicuro la pigrizia è un elemento fondamentale perché è più comodo rimanere fermi che mettersi in gioco, trovare nuove chiavi di lettura, combattere contro lo stereotipo del "ho sempre fatto così".
L' abitudine è un nemico, ci invecchia e ci rende inermi, schiavi dei nostri stessi errori.
I bambini, poveri bambini....
Siamo tutti dentro un vortice, un enorme frullatore che fagocita tutto quanto si trova davanti.
È possibile non accorgersi della fragilità?
È possibile non esercitare gentilezza?
È possibile lasciare che un bambino trovi come unica soluzione il suicidio?
Il fallimento della società, dell' intero mondo, è sotto gli occhi di tutti.
Da adulti finiamo per abituarci a così tante cose che nulla è più in grado di incantarci.
Durante le lezioni mi abbandonavo a inseguire i pensieri all'infinito, fino magari ad addormentarmi e ancora oggi mi torna in mente quel senso di libertà. Era inutile, una perdita di tempo, eppure aveva un significato.
Certo nella vita degli adulti così piena di obblighi, recuperare quel tipo di energia mentale è piuttosto complicato. Salvo nei viaggi, quando il paesaggio davanti ai nostri occhi e diverso dal solito, lontano da tutti ciò che quotidianamente ci ricorda le nostre responsabilità.
La mia costante preghiera, però, è di riuscire a combinare l'energia pervasiva dei bambini con il libero arbitrio degli adulti.
Oggi l ho fatto, sono andata a fare una consulenza previdenziale. Troppo presto, diranno tutti.
In realtà si ma sono andata per capire il fatto delle ricongiunzioni , del cumulo etc, e comunque alla fine è stata fatta pure la previsione ........ aprile 2046 se le cose stanno come sono ora.
Non so mentre parlava un po' mi è mancata la terra sotto ai piedi: 68 anni di età! Ci arriverò? Come sarò? Sono veramente tanti per lavorare ancora a questi ritmi.
Mentre rientravo pensavo a come sia possibile spendere una intera vita a lavorare per poi affrontare i pochi anni che rimangono in che modo? Aspettando di morire.
Non me ne capacito.
Era la seconda volta che le nostre bambine volavano. Mi sono detta che fortuna, io il primo aereo l ho preso a 20anni
Sono state molto brave, avevano i loro giochi e hanno occupato il tempo chiacchierando, disegnando e facendo qualche videogioco. Di sicuro avranno tirato giù e su il tavolinetto qualche volta in più rispetto ad un adulto ma nulla di più.
Eppure davanti c’era una coppia che ha mostrato forti segni di insofferenza: sbuffi, definizioni “sti cacchio di bambini” etc
Ecco nulla sarebbe sé questa coppia non fosse bandiera delle causa dell’inclusione e della tolleranza, delle minoranze e delle libertà sociali.
Non sono una mamma “eh ma le mie figlie …”, sono consapevole che possono essere fastidiosi però sono bambini hanno il diritto di esistere.
Immagino che fossero state mute, lobotomizzate davanti al cellulare a vedere video avrebbero detto “ma che genitori sono, niente tecnologia prima dei 14!”
Convinti di essere sulla strada giusta?
#polemica #bambini
Cosa c’è di meglio che fermarsi a contemplarlo, ascoltare le onde e farsi cullare?
È in arrivo il Natale....
Stupiamoci ancora della bellezza dello stare insieme, della grandezza della vita, della pazienza dell' attesa.
Trasformiamo il vortice del commercio e delle corse al cibo in qualcosa di costruttivo, in un'occasione per onorare le relazioni importanti.