Jean-Paul Sartre
Da questa dinamica nasce il celebre paradosso sartriano: abbiamo disperatamente bisogno dell'Altro per sapere chi siamo, ma l'Altro, definendoci, limita la nostra libertà.
Le parole si muovono da sole, basta lasciarle scorrere.
Il senso d appartenenza frega da sempre l essere umano…dico frega perché non lo fa mai nel modo giusto.
Lo convince a seguire una moda, una religione, un hobby tipo la moto etc, insomma sempre qualcosa privo di senso.
Il vero senso d appartenenza dovrebbe essere quello che sprona ad aiutare un altro essere umano, a fare qualcosa di buono per il mondo, ad accogliere. Ci hanno insegnato ad allontanare ogni sensibilità verso gli altri.
Alle prove, una canzone molto bella che ha fatto di sé un inno alla bellezza di essere italiani “nel blu dipinto di blu”.
Nello specifico un passaggio: mi dipingevo le mani e la faccia di blu”
Erano i tempi delle scuole medie quelli in cui con le migliori amiche , costrette a passare i pomeriggi lontani l’una dall’altra ci si registravano cassette con i pensieri, le canzoni, i pettegolezzi.
Ricordo esattamente quel passaggio: cantavo appunto questa canzone e in quel passaggio mi scappò “mi dipingevo la mano e le faccia di blu” e giù scoppiai a ridere .
Quanta innocenza, quanta felicità, quanta vita in tutto questo.
A quel tempo la mia amica era Giorgia e con lei ho vissuto un periodo bellissimo.
Chissà se anche lei lo ricorda allo stesso modo.
Vita mia