È il 5 marzo compleanno di mio papà, stasera si và a cena per festeggiare i suoi 76 anni con tutta la nostra famiglia. Un tempo eravamo molto di più ma le cose cambiano.
È il 5 marzo e da qualche giorno Usa e Israele bombardano l'Iran con una probabile escalation di violenze, ripercussioni e crisi economica.
È il 5 marzo ed esco da lavoro un po' delusa perché nonostante si faccia molto per cambiare le cose, le cose spesso non cambiano affatto.
È il 5 marzo e ho 47 anni che mi sembrano tantissimi fisicamente ma penso che in testa ne ho ancora 35 e questo mi fa sperare di non diventare una noiosa donna di mezz'età.
È il 5 marzo e sono sul treno che ogni giorno mi porta in una città che una volta mi faceva paura ma che ora incredibilmente mi piace e che ringrazio per le occasioni che mi presenta ogni giorno.
È il 5 marzo e sono madre e moglie e anche figlia, credo brava in quello che comporta o perlomeno faccio del mio meglio. Sono anche e soprattutto una persona che va in terapia da qualche settimana e non si vergogna perché questo alleggerisce il peso di ogni giorno e aiuta a vedere le cose per quello che oggettivamente sono.
È il 5 marzo e sono preoccupata si, ma sono felice, soddisfatta e grata per chi è al mio fianco, per ciò che mi circonda e che ho costruito e questa è una bella grande fortuna.
Se qualcuno al mondo deciderà che deve finire potrò dire di aver vissuto appieno tutto ciò che ho potuto.



