venerdì 12 giugno 2026

Oggi

 Non avrei saputo dirlo meglio. La sinistra che si è sempre battuta per contrastare i soprusi, le ingiustizie nel mondo del lavoro, i poteri soggioganti ora non può più nulla contro la forza economica.

Esempio banale le battaglie per il riconoscimento delle indennità del lavoro notturno o festivo che è stato normalizzato dai colossi della grande distribuzione. Nessuno in piazza, nessuno ai tavoli di contrattazione… il sindacato è stato cacciato dai privati ed è rimasto solo nella pubblica amministrazione e fatica anche li ad avere la credibilità necessaria.

E’ cambiata la società, siamo cambiati noi, ci hanno cambiato definitivamente facendo leva unicamente sul capitale e ora hanno gioco facile.

Gli interessi economici che legano i paesi non sono lontanamente conosciuti, nemmeno da quelli che credono di possedere informazioni provenienti da siti protetti.

E noi in mezzo come piccole pedine che ci facciamo la guerra sulle ovvietà del popolino.


Da cronache ribelli

mercoledì 10 giugno 2026

....mi ritrovo sempre di più a dire "ai miei tempi"

 Da quando sono genitore sono molto sensibile ai discorsi sul mondo dei bambini e della genitorialità. mi interrogo ogni giorno su cosa sia bene o male, su come affrontare le vari sfide a cui questo mondo ci consegna. 

Il mondo della scuola è uno dei primi contesti sociali in cui sono immersi e in cui noi, in teoria, siamo esterni ed è anche la prima fonte di problemi reali di convivenza e sociale, autorità e autonomia.

"ai miei tempi" la scuola era un fortino....i rapporti con gli insegnati si avevano unicamente ai colloqui, si rispettavano scelte e decisioni, non si sapevano le dinamiche interne dell'ambiente di lavoro degli insegnanti e ciò che riportavamo a casa era la nostra verità. 

Questo probabilmente non era sempre un bene perché spesso lasciava al suo interno episodi di bullismo che magari erano analizzati in modo molto tardivo oppure non c'era un'opposizione sana alle mancanze del sistema scolastico, insomma non era rose e viole nemmeno così.....però è andata. 

Oggi noto che i genitori ma più in generale le persone, mettono becco dappertutto anche se non hanno alcuna competenza oppure intervengono in dinamiche lavorative solo perché coinvolgono i loro bambini e il peggio è che glielo fanno sapere. 

Nello specifico una maestra che cambia scuola non può avere il diritto di farlo? Perchè i genitori devono intromettersi senza avere ben chiaro il quadro ma solo sulla base del rapporto che si crea inevitabilmente tra maestra e bambini?

Questo comportamento credo sia sbagliato a prescindere: in primo luogo credo che se uno cambia posto di lavoro perchè gli è più congeniale per tanti motivi, chi può arrogarsi il diritto di fargli cambiare idea, facendo leva sul senso di colpa dell'abbandono? In secondo luogo il messaggio che diamo ai nostri figli è che mamma e papà possono aggiustare tutto e quindi non si rende il messaggio, per me importantissimo che non possiamo avere il controllo su tutto più, che mai sulle persone. 

Noi dovremmo unicamente stare al loro fianco e aiutarli a superare una delusione se si presenta perché la vita ne sarà piena e con tutta probabilità saranno anche peggiori. Non stupiamoci se vediamo intorno tanta incapacità di gestire le frustrazioni, i rifiuti, le delusioni perchè questo è il risultato del controllo maniacale. 

Ovviamente il mondo di oggi è molto diverso dal passato ed è stato dimostrato che le cose brutte accadono in ogni contesto ma non potremmo proteggerli da tutto in nessun modo, possiamo però aiutarli ad avere i mezzi per gestire le situazioni e credo che questa sia una grande arma che col tempo potranno sfruttare a loro vantaggio. 



venerdì 5 giugno 2026

Ego


La vera ricchezza appartiene a chi sa essere felice con Poco. Perché se ti basta poco per sorridere, sorriderai sempre, anche nelle situazioni peggiori. Se invece la tua felicità è complessa ed esclusiva, sarai felice solo in rarissime occasioni. Oggi l'umiltà è ripudiata in Occidente, quasi come se fosse qualcosa di cui vergognarsi. E invece è un pilastro della felicità, quella vera.


L'ego ti fa credere di avere il mondo sulle tue spalle, e questa è una responsabilità troppo grande per poter vivere serenamente. L'umiltà cancella il veleno dell'ego e ti porta alla consapevolezza che tu non sei al centro dell'universo, ma ne sei parte. E di questo c'è solo da essere grati e felici, ogni singolo giorno. Perciò è importante osservare l'alba. Aiuta a ritrovare la giusta prospettiva: c'era prima di te, ci sarà dopo di te. Tu sei qui, di passaggio, e invece di preoccuparti e ambire ad avere sempre di più, dovresti semplicemente goderti questa possibilità: una nuova giornata. Ventiquattro ore a tua disposizione. Ogni alba è la possibilità di rinascere.

Gianluca Gotto - Succede sempre qualcosa di meraviglioso

mercoledì 3 giugno 2026

il fallimento è inevitabile

«Nulla va mai come vorremmo, Davide. C'è sempre qualcosa che va storto. A volte è un ostacolo piccolo, a volte è insormontabile. A volte è colpa nostra, a volte no. Il punto è un altro: il fallimento è inevitabile. E allora non è forse meglio fallire seguendo i propri sogni? Facendo ciò che più si ama? In quel caso non è nemmeno un fallimento, è solo un'esperienza. La sofferenza c'è quando cadi mentre stai correndo in una direzione che non volevi nemmeno prendere!»

Gianluca Gotto - Succede sempre qualcosa di meraviglioso 

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