lunedì 20 luglio 2026

Non voglio ascoltarvi

 Sono davvero stanca di leggere notizie come quelle di oggi che vengono propinate a rotazione su tutti i social o i telegiornali. E per contro sono stanca di avere voglia di leggere i commenti sotto che non fanno altro che confermare l'assenza di speranza per il nostro futuro. 

Sono tutti giustizieri, difensori dell'arma, genitori perfetti. 

Racconto una cosa banale: in queste vacanze ero con il cane e la mia famiglia sulla battigia e transitavo dalla spiaggia per i cani all'ingresso del campeggio e per farlo dovevo attraversare la spiaggia degli umani. Utilizzavo la battigia per fare camminare il cane nell'acqua ed evitare che alzasse sappia. Per inciso erano le 8 del mattino. La mia famiglia era in acqua un pò più a largo. 

Da dentro l'acqua un uomo sui 70 mi riprende dicendomi " Signora questa non è la spiaggia dei cani non può stare qui". Fortunatamente prima che potessi sbraitargli contro, mio marito che adoro anche per il modo che ha di difendermi, aveva messo a tacere l'uomo spiegandogli ovviamente quello che stava succedendo e chiedendogli elegantemente anche di farsi gli affari suoi. 

E' una cosa banale ma io dico "perchè quell'uomo si è sentito in diritto di sgridarmi? perchè ci teneva tanto a farmi notare regole che già sapevo?"

E questo era solo un episodio, poco tempo fa un altro della stessa età mi aveva toccato sulla spalla perchè avevo uno zaino semi aperto al mercato e mi aveva messo in guardia contro ipotetici malintenzionati e alla mia reazione sconcertata e innervosita perchè in primis lo zaino era chiuso, non sapeva nemmeno cosa avevo all'interno e pareva fosse una pubblica gogna a cui tutti volevano partecipare, un tizio da un banco spara "lascia stare questa si merita che gli rubino il portafoglio ma che non venga poi a piangere". 

Come mai le persone si sentono legittimate a intervenire su ogni cosa? Perchè pensano di poter dire qualcosa su tutto senza freni? 

Ciò che sta succedendo in questo periodo storico ma non solo in questo, è frutto dell'ignoranza e della rabbia che ci è stata istillata pian piano mentre ci ingannavano proponendo bonus, acquisti compulsivi a cifre basse e raccontandoci la storiella deli cattivi che derubano il nostro paese. 

Ho ancora un cervello, sono ancora in grado di leggere e pensare. Non voglio sapere nulla di voi e delle vostre osservazioni da manicomio. 


Live al Barrio's - More than duo


 

giovedì 16 luglio 2026

Una brava persona

 Non puoi in alcun modo pretendere che gli altri si comportino come vorresti, perché loro sono loro e tu sei tu. Non puoi pretendere che qualcuno dica o non dica qualcosa. Tu hai il controllo su una sola persona: te stesso. E se sei una brava persona, lo sei sempre. Anche quando gli altri non lo sono. Se sei una persona pacifica, serena e calma lo sei sempre, anche quando la vita è ingiusta.
Ti capiterà moltissime volte di avere a che fare con elementi di disturbo, ovvero situazioni e persone che provano a turbare la tua serenità. Tu impegnati a essere calmo in ogni situazione e vedrai che sarai sereno, sempre. La vita ci mette costantemente alla prova e siamo tutti bravi a mantenere il controllo quando le cose vanno bene. Riuscirci quando vanno storte, quando subisci un'ingiustizia, quando succede qualcosa che reputi sbagliato: ecco la vera forza. Tutto parte dalla consapevolezza che non puoi controllare quello che dicono o fanno gli altri, puoi solo controllare come reagire, come comportarti. Vuoi essere una brava persona? Vuoi essere un signore? Vuoi essere un uomo educato, equilibrato e pacifico? Allora lo devi essere sempre, senza eccezioni.


da Succede sempre qualcosa di meraviglioso - Gianluca Gotto  

sabato 11 luglio 2026

Là dove l’ibis incontrò i fenicotteri

 Luglio, il mese del sole, accompagnava le stanche giornate del dopopranzo. Ennio stava seduto sulla panchina, davanti al trabucco dove la sera prima aveva cenato insieme ai suoi amici di sempre. Si incontravano una volta l’anno durante i mesi di vacanza. Erano tutti emigrati in città, a nord, dove la vita si faceva più confortevole per una persona di mezz’età.

L’umidità, l’odore di pesce marcio, i reumatismi non erano cosa per tutti, la vita del pescatore è dura e non è per tutti. Poi i mesi invernali che erano lunghissimi, immersi in lente e desolate giornate di silenzio dove solo gli uccelli, i pochi rimasti, sembravano salutarsi.

Ennio era rimasto solo da appena un anno: la compagna di una vita se ne era andata per un brutto male che l’aveva consumata. L’aveva assistita come poteva, come un uomo abituato solo a lavorare e a bastare a se stesso può fare. Eppure lei lo aveva amato tanto, nonostante quella sua apparente freddezza, era una persona molto buona e semplice che aveva a cuore il posto in cui viveva e per il quale era sufficiente un tramonto o il volo di un fenicottero per sorridere alla vita.

Si erano conosciuti molto tardi ma ciò non aveva impedito di dedicarsi l’una all’altro con l’energia e il sentimento di una coppia giovane.

Lei veniva da paesi freddi nei quali aveva avuto pessime esperienze con il genere maschile che non le era apparso nulla per cui avere curiosità ma più che altro pena.

Non aveva amato e anzi forse aveva più odiato: a partire dal padre che non aveva fatto altro che sminuirla e mortificarla come figlia e come donna sino al ex marito che le aveva riservato un trattamento speciale visto che non sapeva fare altro che bere e ridicolizzarla.

Aveva scelto di andarsene lontana, da quella vita che non le apparteneva e che le aveva procurato solo grandi sofferenze.



mercoledì 1 luglio 2026

Quando le gru volano a sud - Lisa Ridzèn

 Ho letto “quando le gru volano a sud” ispirata da @sidebook che l’ha definito indimenticabile.

Devo dire che complice il periodo che sto vivendo l’ho sentito molto e ho colto molti aspetti che accomuno alle riflessioni che spesso faccio sull’esistenza.

E’ la storia di un ottantenne malato la cui moglie è ricoverata in un istituto geriatrico per demenze. Vive ora con il suo cane e viene accudito dai servizi sociali e da un figlio che va a fargli visita spesso che si occupa di tutto ciò di cui ha bisogno.

Quest’uomo stanco, sopravvive. Privato di ciò che è sempre stato essenziale: la compagnia di sua moglie, il tempo con il suo cane, i racconti di sua nipote, la vita sociale del paese.Passa le sue giornate tra visite di estranei, telefonate con il suo migliore amico e battibecchi con il figlio mentre si tuffa nei ricordi non appena la stanchezza lo fa assopire.

Riflette sul rapporto con i genitori che gli ha fatto guadagnare estrema difficoltà nel gestire il rapporto con il figlio ma che lo reso conscio di non voler essere un ricordo malvagio e rancoroso per il figlio.

Un uomo che è legato a due vite: quella della moglie a cui deve l'intera esistenza e a quella dell’amico Ture con cui ha navigato tutte le fasi della vita.

Proprio quest’ultimo sarà l’unico a comprendere a pieno lo stato d’animo in cui versa Bo e ad accogliere il suo essere senza giudizi.

Cosa rimane della nostra vita quando il corpo si arrende? Cosa rimane quando tutti se ne sono andati: l’amore, l’amicizia? Quando anche i tuoi figli non riescono a comprendere cosa sia la fine e quali possano essere le uniche fonti di felicità?

Spesso ci si comporta come si dovrebbe, si fanno cose che si ritengono opportune per qualcuno senza domandarsi se siano davvero giuste.

Quanto importa l’anima rispetto al corpo? Quanto contano i sentimenti rispetto al dovere?

Un romanzo che mette di fronte alla realtà del vivere. 



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