giovedì 5 marzo 2026

È il 5 marzo

È il 5 marzo compleanno di mio papà, stasera si và a cena per festeggiare i suoi 76 anni con tutta la nostra famiglia. Un tempo eravamo molto di più ma le cose cambiano.

È il 5 marzo e da qualche giorno Usa e Israele bombardano l'Iran con una probabile escalation di violenze, ripercussioni e crisi economica.

È il 5 marzo ed esco da lavoro un po' delusa perché nonostante si faccia molto per cambiare le cose, le cose spesso non cambiano affatto.

È il 5 marzo e ho 47 anni che mi sembrano tantissimi fisicamente ma penso che in testa ne ho ancora 35 e questo mi fa sperare di non diventare una noiosa donna di mezz'età.

È il 5 marzo e sono sul treno che ogni giorno mi porta in una città che una volta mi faceva paura ma che ora incredibilmente mi piace e che ringrazio per le occasioni che mi presenta ogni giorno.

È il 5 marzo e sono madre e moglie e anche figlia,  credo brava in quello che comporta o perlomeno faccio del mio meglio.  Sono anche e soprattutto una persona che va in terapia da qualche settimana e non si vergogna perché questo alleggerisce il peso di ogni giorno e aiuta a vedere le cose per quello che oggettivamente sono.

È il 5 marzo e sono preoccupata si, ma sono felice, soddisfatta e grata per chi è al mio fianco, per ciò che mi circonda e che ho costruito e questa è una bella grande fortuna.

Se qualcuno al mondo deciderà che deve finire potrò dire di aver vissuto appieno tutto ciò che ho potuto.


lunedì 2 marzo 2026

Primavera

Marzo di bombe sull'iran 
Sbocciano i fiori
Muoiono le persone

La vita scorre comunque
Il tempo avanza 
Il giorno cambia

Perseverante l'uomo
Accecato dal potere 
Procede verso il baratro






giovedì 19 febbraio 2026

Sopra a tutto un bambino

Il pensiero del bambino di Napoli mi trafigge il cuore e la coscienza.

Ho letto dell' errato modo di trasporto dell'organo del mancato utilizzo di un dispositivo idoneo e più tecnologico che forse c'era, dell'inevitabilità di procedere al trapianto nonostante la condizione.

Tutti questi errori sulle spalle di una famiglia con un figlio da salvare, sulle spalle di un bambino di appena due anni che doveva vivere.

Ragionamenti freddi, razionali, esenti dai coinvolgimenti del cuore hanno dato il loro responso "impossibile procedere".

Vivo da un po' il contesto pubblico: vivo le frustrazioni, l'incapacità, l'assenza di mezzi, la totale indifferenza del singolo che caricato del fardello lo porta da solo abbandonato a stesso, l'assenza di fondi per riconoscere le professionalità. Indubbiamente tutto questo contribuisce a spegnere la fiamma dentro chi è animato dalla dignità e dall' etica ma che poi si arrende all' evidenza dei fatti.

Ma dico può un bambino pagare lo schifo che viviamo?

Non vorrei le istituzioni al funerale perché complici di questa morte: i fondi alla sanità dimezzati, un servizio inesistente che grava molto spesso sulle famiglie.

Quale futuro ....

Nessuno per quel piccolo corpo legato ad una macchina.

Difficile pensare al futuro anche dei suoi genitori costretti in eterno a vivere senza una parte del loro cuore.


martedì 17 febbraio 2026

Ora lo so - Lyric Elymania Sound and Voice SUNO

Non ho resistito, l'ho provata anche io l'AI per creare musica.......la differenza è che il testo è mio. 

Con tutti i difetti del caso......

Ascolta Ora lo so su SUNO 

Primavera

 


Rosa come l'infanzia

Giallo come la vita

Azzurro come la speranza

Rosso come la passione

Palette d'autore per un cielo che sa di primavera

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