Avevamo sogni grandi
la speranza li ha resi orfani.
Rimasti senza guida
sono morti nel modo peggiore
Soli
Cercano ancora sostegno
Forti del loro carisma
Trovare qualcuno che li ami, quanto la felicità.
Avevamo sogni grandi
la speranza li ha resi orfani.
Rimasti senza guida
sono morti nel modo peggiore
Soli
Cercano ancora sostegno
Forti del loro carisma
Trovare qualcuno che li ami, quanto la felicità.
Saturi di immagini
insaziabili cercatori di attimi perfetti
accecati dalla moltitudine
riempiamo vuoti esistenziali.
Nel silenzio della notte
cerco spesso fotogrammi
spaccati della mia vita.
A volte sento il profumo dell'uva di settembre
come una coperta calda attorno al cuore
in comunione con il passato
vivo e amo la mia nuova realtà.
Ho visto questo documentario questa mattina, perchè mi sto documentando su un argomento di cui voglio scrivere. I numeri che vengono narrati in questo video sono incredibili: il suicidio è la seconda causa di morte degli adolescenti dopo gli incidenti stradali, adolescenti molto precoci perchè si parla di ragazzi tra i 10 e i 18anni.
Ansie, attacchi di panico, depressione, autolesionismo, disturbi alimentari: tutti lati di un problema complesso che proviene sia dalla socialità comune sia dai mondi tecnologici in cui sono immersi senza tralasciare lo strascico post-pandemia.
In dieci anni i ricoveri per depressioni e ansie è aumentato del 75%. I numeri di questo fenomeno sono incredibili ma l'inadeguatezza del sistema sanitario lo è di più. Spesso non avendo posti in ricovero questi ragazzi sono inseriti in reparti psichiatrici per adulti con i danni che ne conseguono. Il 65% dei ricoveri neuropsichiatrici è in emergenza, le richieste di aiuto psicologico e psichiatrico sono aumentate tra il 30% e il 50%. Eppure ancora oggi l'aiuto psicologico è considerato un tabù: se vai dallo psicologo è perchè sei matto.
Ho visto questo film su Netflix nel pomeriggio di ieri.
E' stata una bellissima scoperta di cui a breve sicuramente, leggerò il libro, Una storia delicata sulla vita di paese e sul suo saper essere accogliente ma crudele.
Bellissima la narrazione donata ad un polpo dall'intelligenza ultraterrena che comprende i sentimenti umani e le loro interazioni.
Una storia come al mondo ce ne sono tante ma la delicatezza della narrazione la rende unica. Commovente in molti tratti: dal racconto di un uomo senza domani, alla tragedia della comparsa di un figlio incredibilmente legate tra di loro.
Bellissime le citazioni musicali, un cameo mai scontato.
Chiudi gli occhi
Ascolta e vola con la mente
Mi è successo ieri cantando Diamante di Zucchero.
I ricordi sono riaffiorati: spontanei, colorati, vivi quasi ne sentivo il profumo.
Ricordo quando in campagna si coglievano le pannocchie lasciate dal taglio del granoturco. Al calar della sera nonna, zia, mamma si andava al campo di fronte a raccogliere quelle che erano cadute dal camion della raccolta. I piedi punti dai fusti recisi, i passi che si susseguivano senza peso guidati dalla sete di ricerca. Tornavamo con secchi pieni e in cortile sulla palladiana, ci mettevamo a sgranare lasciando cadere i cicchi che per i giorni successivi si sarebbero seccati al sole per poi essere ricoverati nel granaio della nonna. Erano destinati alle galline del pollaio, per tutto l’inverno.
A volte salivo in solaio, il regno delle cose del passato, passavo qualche ora a navigare in mezzo oggetti che non erano del mio di passato ma che costruivano una storia.
Si accedeva da una porticina al primo piano, vicino alla camera di mio zio che tornato da qualche serata con gli amici dormiva beato fino all’ora di pranzo.
La casa si riempiva di profumo di brodo di carne e carne lessata. Quante volte l’ho maledetta, probabilmente per la sua onnipresenza: salsa verde, maionese, pane fatto in casa da mia mamma e le immancabili tagliatelle al Lambrusco che mia nonna si concedeva come coccola al ricordo di sua mamma.
E poi dopo pranzo tutti a fumare, se ci penso ora inimmaginabile l’aria dei pranzi della domenica.
Che sensazioni strane, di un tempo che non c’è più è incredibile che una canzone possa evocare con tanta intensità un immagine.
Potenza della musica.
Alba corallo
Anelito di normalità
Prima dell’inferno
Opprimente e testardo
Un caldo estremo
Avvolge ogni vita
Avidi e ignoranti
Viandanti del pianeta
Alberghiamo un mondo
Privi del rispetto di un vivente
Unico detentore dell’esistenza
Funerale dell’umanità
Nell’Eterno Ade
raccoglierà Colpevoli e Ignavi
Allo stesso banchetto
Persefone dovrà ricredersi
Questa mattina ho visto questo bellissimo film. Una storia come probabilmente ce ne sono tante ma è ben narrata e sopratutto in questo periodo di nulla assoluto, sottolinea l’importanza di confondersi con la natura ed ascoltare l’altro, accoglierlo senza giudicare.
Lo trovate su Netflix e dopo la visione di questo film cercate qualche info sul Pino Loricato.
La maestosità delle piante e la loro vita ricordano all’uomo quanto sia difficile ma altrettanto incredibile la nostra vita.
“Esser vento non è fuggire. E’ scegliere cosa sfiorare, cosa lasciar andare”
La sera e’ il momento in cui tutto si quieta: il caldo sfuma come i colori del cielo, il tempo si fa lento e silenzioso, la stanchezza ci chiede di ascoltarla e ci costringe a fare poco più dello stretto necessario. Dopo una giornata intera fuori casa questo dovrebbe essere il tempo dei racconti della giornata, delle domande e delle carezze.
Difficile riuscire a dare quando si desidera solo essere accolti, senza domande, senza richieste, senza spiegazioni. La riserva di energia fisica e mentale che abbiamo dentro di noi è esauribile anche se non lo vogliamo termina, come tutto.
Più di tutto sono stato un essere senziente, un animale pensante, su questo pianeta bellissimo, il che ha rappresentato di per sé un immenso privilegio e una grandissima avventura.
Sono davvero stanca di leggere notizie come quelle di oggi che vengono propinate a rotazione su tutti i social o i telegiornali. E per contro sono stanca di avere voglia di leggere i commenti sotto che non fanno altro che confermare l'assenza di speranza per il nostro futuro.
Sono tutti giustizieri, difensori dell'arma, genitori perfetti.
Racconto una cosa banale: in queste vacanze ero con il cane e la mia famiglia sulla battigia e transitavo dalla spiaggia per i cani all'ingresso del campeggio e per farlo dovevo attraversare la spiaggia degli umani. Utilizzavo la battigia per fare camminare il cane nell'acqua ed evitare che alzasse sappia. Per inciso erano le 8 del mattino. La mia famiglia era in acqua un pò più a largo.
Da dentro l'acqua un uomo sui 70 mi riprende dicendomi " Signora questa non è la spiaggia dei cani non può stare qui". Fortunatamente prima che potessi sbraitargli contro, mio marito che adoro anche per il modo che ha di difendermi, aveva messo a tacere l'uomo spiegandogli ovviamente quello che stava succedendo e chiedendogli elegantemente anche di farsi gli affari suoi.
E' una cosa banale ma io dico "perchè quell'uomo si è sentito in diritto di sgridarmi? perchè ci teneva tanto a farmi notare regole che già sapevo?"
E questo era solo un episodio, poco tempo fa un altro della stessa età mi aveva toccato sulla spalla perchè avevo uno zaino semi aperto al mercato e mi aveva messo in guardia contro ipotetici malintenzionati e alla mia reazione sconcertata e innervosita perchè in primis lo zaino era chiuso, non sapeva nemmeno cosa avevo all'interno e pareva fosse una pubblica gogna a cui tutti volevano partecipare, un tizio da un banco spara "lascia stare questa si merita che gli rubino il portafoglio ma che non venga poi a piangere".
Come mai le persone si sentono legittimate a intervenire su ogni cosa? Perchè pensano di poter dire qualcosa su tutto senza freni?
Ciò che sta succedendo in questo periodo storico ma non solo in questo, è frutto dell'ignoranza e della rabbia che ci è stata istillata pian piano mentre ci ingannavano proponendo bonus, acquisti compulsivi a cifre basse e raccontandoci la storiella deli cattivi che derubano il nostro paese.
Ho ancora un cervello, sono ancora in grado di leggere e pensare. Non voglio sapere nulla di voi e delle vostre osservazioni da manicomio.
Non puoi in alcun modo pretendere che gli altri si comportino come vorresti, perché loro sono loro e tu sei tu. Non puoi pretendere che qualcuno dica o non dica qualcosa. Tu hai il controllo su una sola persona: te stesso. E se sei una brava persona, lo sei sempre. Anche quando gli altri non lo sono. Se sei una persona pacifica, serena e calma lo sei sempre, anche quando la vita è ingiusta.
Ti capiterà moltissime volte di avere a che fare con elementi di disturbo, ovvero situazioni e persone che provano a turbare la tua serenità. Tu impegnati a essere calmo in ogni situazione e vedrai che sarai sereno, sempre. La vita ci mette costantemente alla prova e siamo tutti bravi a mantenere il controllo quando le cose vanno bene. Riuscirci quando vanno storte, quando subisci un'ingiustizia, quando succede qualcosa che reputi sbagliato: ecco la vera forza. Tutto parte dalla consapevolezza che non puoi controllare quello che dicono o fanno gli altri, puoi solo controllare come reagire, come comportarti. Vuoi essere una brava persona? Vuoi essere un signore? Vuoi essere un uomo educato, equilibrato e pacifico? Allora lo devi essere sempre, senza eccezioni.
da Succede sempre qualcosa di meraviglioso - Gianluca Gotto
Luglio, il mese del sole, accompagnava le stanche giornate del dopopranzo. Ennio stava seduto sulla panchina, davanti al trabucco dove la sera prima aveva cenato insieme ai suoi amici di sempre. Si incontravano una volta l’anno durante i mesi di vacanza. Erano tutti emigrati in città, a nord, dove la vita si faceva più confortevole per una persona di mezz’età.
L’umidità, l’odore di pesce marcio, i reumatismi non erano cosa per tutti, la vita del pescatore è dura e non è per tutti. Poi i mesi invernali che erano lunghissimi, immersi in lente e desolate giornate di silenzio dove solo gli uccelli, i pochi rimasti, sembravano salutarsi.
Ennio era rimasto solo da appena un anno: la compagna di una vita se ne era andata per un brutto male che l’aveva consumata. L’aveva assistita come poteva, come un uomo abituato solo a lavorare e a bastare a se stesso può fare. Eppure lei lo aveva amato tanto, nonostante quella sua apparente freddezza, era una persona molto buona e semplice che aveva a cuore il posto in cui viveva e per il quale era sufficiente un tramonto o il volo di un fenicottero per sorridere alla vita.
Si erano conosciuti molto tardi ma ciò non aveva impedito di dedicarsi l’una all’altro con l’energia e il sentimento di una coppia giovane.
Lei veniva da paesi freddi nei quali aveva avuto pessime esperienze con il genere maschile che non le era apparso nulla per cui avere curiosità ma più che altro pena.
Non aveva amato e anzi forse aveva più odiato: a partire dal padre che non aveva fatto altro che sminuirla e mortificarla come figlia e come donna sino al ex marito che le aveva riservato un trattamento speciale visto che non sapeva fare altro che bere e ridicolizzarla.
Aveva scelto di andarsene lontana, da quella vita che non le apparteneva e che le aveva procurato solo grandi sofferenze.
Ho letto “quando le gru volano a sud” ispirata da @sidebook che l’ha definito indimenticabile.
Devo dire che complice il periodo che sto vivendo l’ho sentito molto e ho colto molti aspetti che accomuno alle riflessioni che spesso faccio sull’esistenza.
E’ la storia di un ottantenne malato la cui moglie è ricoverata in un istituto geriatrico per demenze. Vive ora con il suo cane e viene accudito dai servizi sociali e da un figlio che va a fargli visita spesso che si occupa di tutto ciò di cui ha bisogno.
Quest’uomo stanco, sopravvive. Privato di ciò che è sempre stato essenziale: la compagnia di sua moglie, il tempo con il suo cane, i racconti di sua nipote, la vita sociale del paese.Passa le sue giornate tra visite di estranei, telefonate con il suo migliore amico e battibecchi con il figlio mentre si tuffa nei ricordi non appena la stanchezza lo fa assopire.
Riflette sul rapporto con i genitori che gli ha fatto guadagnare estrema difficoltà nel gestire il rapporto con il figlio ma che lo reso conscio di non voler essere un ricordo malvagio e rancoroso per il figlio.
Un uomo che è legato a due vite: quella della moglie a cui deve l'intera esistenza e a quella dell’amico Ture con cui ha navigato tutte le fasi della vita.
Proprio quest’ultimo sarà l’unico a comprendere a pieno lo stato d’animo in cui versa Bo e ad accogliere il suo essere senza giudizi.
Cosa rimane della nostra vita quando il corpo si arrende? Cosa rimane quando tutti se ne sono andati: l’amore, l’amicizia? Quando anche i tuoi figli non riescono a comprendere cosa sia la fine e quali possano essere le uniche fonti di felicità?
Spesso ci si comporta come si dovrebbe, si fanno cose che si ritengono opportune per qualcuno senza domandarsi se siano davvero giuste.
Quanto importa l’anima rispetto al corpo? Quanto contano i sentimenti rispetto al dovere?
Un romanzo che mette di fronte alla realtà del vivere.
In questi giorni ho visto tanto e troppo sul recente fatto di cronaca che riguarda i ragazzi di Senago, finiti in 9 all'interno di un auto, nel canale Villoresi in una notte d'estate. Il guidatore aveva un tasso alcolemico superiore a 3 volte il limite che è 0 per un neo patento e 3 suoi amici sono morti.
In questi giorni la madre di uno dei ragazzi che sono deceduti ha sbottato sul web perché sommersa da insulti e o supposizioni stupide che provengono da tutti i fronti, chiedendo di smetterla di linciare pubblicamente questa vicenda e le famiglie coinvolte perchè la disgrazia che li ha colpiti è inimmaginabile.
Tralasciando che non trovo corretto stare sul web a sputare sentenze in una o nell'altra direzione non posso che fare le mie considerazioni e le faccio esattamente nel mio spazio, condividendo con chi legge la mia opinioni.
Si è parlato di una ragazzata, ma non credo si possa chiamare così.
Tutti abbiamo fatto le nostre cazzate in età adolescenziale che se migrassimo ad oggi avrebbero connotazioni da processo. Però credo che alla base ci fosse sempre un senso di responsabilità che ci guidava, un cervello funzionante ed una visione del futuro diversa.
Alcune riflessioni:
L'intelligenza: si dice che siano più intelligenti di noi, più formati, più informati ma allora mi chiedo come è possibile che si ignori che una macchina omologata per 5 non ha certo la stessa risposta se si sale in nove? Non è un dato che si può trascurare, si devono conoscere le conseguenze.
Il mito del super-io: guidare da ubriachi è già di per sè una cosa proibita, se uno poi è ubriaco e ha in carico nove persone perchè non gli scatta dentro un briciolo di coscienza e di dignità che lo intima a non mettersi alla guida?
Il futuro: mi pare di vedere che questi ragazzi vivono alla giornata ma nel verso senso del termine. Ogni cosa è fatta per durare un giorno: compri, esibisci ed è già passato. Nello stesso giorno poi, bombardati da social e ogni altro mezzo, può accadere di tutto: disgrazie, guerre, tragedie etc. E quindi cosa li dovrebbe portare ad avere una visione più lunga? Quello che capita una notte inizia e finisce lì perchè tanto domani non si sa cosa succede o peggio tanto non succede mai nulla. E invece no ogni azione ha delle conseguenze che a volte sono irrimediabili.
Il valore della vita: si rendono conto dell'importanza e del valore della vita?
Vedo in loro innumerevoli fragilità che non trovano risoluzione in quelle che dovrebbero essere le loro guide. Siamo tutti cambiati per sopravvivere in questa società malata e probabilmente non siamo stati capaci di fornirgli delle certezze che possano aiutarli.
E' davvero disarmante vedere quello che abbiamo intorno e sono molto poche le persone che credono che ci sia un profondo lavoro sociale da fare.
Ho scelto di metter queste foto:
Andrea Cucciola, morto qualche giorno fa dopo un cancro terribile che lo ha divorato, lasciando i suoi figli senza un padre amorevole e con una dignità e forza esemplari
Ieri c'è stato il saggio dello Studio17 a Saronno al Teatro Giuditta Pasta. il saggio comprendeva diverse discipline di danza e coinvolgeva diversissime fasi di età. Danze latine, performance al cerchio e su palo, latin e modern-kids.
Lo spettacolo è stato davvero un condensato di energia e colore, curato in ogni minimo dettaglio.
Gli spettatori che erano perlopiù parenti dei ballerini hanno partecipato con grande entusiasmo al susseguirsi di performance che non hanno annoiato in nessun modo.
I direttori artistici della scuola, marito e moglie, hanno creduto profondamente nel loro sogno ed oggi hanno uno staff di persone competenti e appassionate che fanno della danza un bisogno e non un lavoro.
Hanno chiuso lo spettacolo con un invito ai genitori:
Credete sempre nei sogni dei vostri figli, qualsiasi essi siano ed esortateli a realizzarli.
Non avrei saputo dirlo meglio. La sinistra che si è sempre battuta per contrastare i soprusi, le ingiustizie nel mondo del lavoro, i poteri soggioganti ora non può più nulla contro la forza economica.
Esempio banale le battaglie per il riconoscimento delle indennità del lavoro notturno o festivo che è stato normalizzato dai colossi della grande distribuzione. Nessuno in piazza, nessuno ai tavoli di contrattazione… il sindacato è stato cacciato dai privati ed è rimasto solo nella pubblica amministrazione e fatica anche li ad avere la credibilità necessaria.
E’ cambiata la società, siamo cambiati noi, ci hanno cambiato definitivamente facendo leva unicamente sul capitale e ora hanno gioco facile.
Gli interessi economici che legano i paesi non sono lontanamente conosciuti, nemmeno da quelli che credono di possedere informazioni provenienti da siti protetti.
E noi in mezzo come piccole pedine che ci facciamo la guerra sulle ovvietà del popolino.
Da quando sono genitore sono molto sensibile ai discorsi sul mondo dei bambini e della genitorialità. mi interrogo ogni giorno su cosa sia bene o male, su come affrontare le vari sfide a cui questo mondo ci consegna.
Il mondo della scuola è uno dei primi contesti sociali in cui sono immersi e in cui noi, in teoria, siamo esterni ed è anche la prima fonte di problemi reali di convivenza e sociale, autorità e autonomia.
"ai miei tempi" la scuola era un fortino....i rapporti con gli insegnati si avevano unicamente ai colloqui, si rispettavano scelte e decisioni, non si sapevano le dinamiche interne dell'ambiente di lavoro degli insegnanti e ciò che riportavamo a casa era la nostra verità.
Questo probabilmente non era sempre un bene perché spesso lasciava al suo interno episodi di bullismo che magari erano analizzati in modo molto tardivo oppure non c'era un'opposizione sana alle mancanze del sistema scolastico, insomma non era rose e viole nemmeno così.....però è andata.
Oggi noto che i genitori ma più in generale le persone, mettono becco dappertutto anche se non hanno alcuna competenza oppure intervengono in dinamiche lavorative solo perché coinvolgono i loro bambini e il peggio è che glielo fanno sapere.
Nello specifico una maestra che cambia scuola non può avere il diritto di farlo? Perchè i genitori devono intromettersi senza avere ben chiaro il quadro ma solo sulla base del rapporto che si crea inevitabilmente tra maestra e bambini?
Questo comportamento credo sia sbagliato a prescindere: in primo luogo credo che se uno cambia posto di lavoro perchè gli è più congeniale per tanti motivi, chi può arrogarsi il diritto di fargli cambiare idea, facendo leva sul senso di colpa dell'abbandono? In secondo luogo il messaggio che diamo ai nostri figli è che mamma e papà possono aggiustare tutto e quindi non si rende il messaggio, per me importantissimo che non possiamo avere il controllo su tutto più, che mai sulle persone.
Noi dovremmo unicamente stare al loro fianco e aiutarli a superare una delusione se si presenta perché la vita ne sarà piena e con tutta probabilità saranno anche peggiori. Non stupiamoci se vediamo intorno tanta incapacità di gestire le frustrazioni, i rifiuti, le delusioni perchè questo è il risultato del controllo maniacale.
Ovviamente il mondo di oggi è molto diverso dal passato ed è stato dimostrato che le cose brutte accadono in ogni contesto ma non potremmo proteggerli da tutto in nessun modo, possiamo però aiutarli ad avere i mezzi per gestire le situazioni e credo che questa sia una grande arma che col tempo potranno sfruttare a loro vantaggio.
Oggi compie gli anni anche la mia mamma ed io per lei sono stata lo stesso punto che si allontanava. Lei lo è stato per la sua mamma che ora non c’è più.
Chissà quale sentimento prova, quanto è grande il vuoto che lascia un genitore nella nostra vita.
Oggi la festeggerò ancora più forte per farle sentire che siamo qui ora e non c’è nulla di cui essere tristi perché la vita ci ha regalato la possibilità di stare insieme e questo è un regalo da scartare ogni giorno.
Non importa dove vai, l’importante è muoverti. Perché a stare fermo ti opponi al flusso della vita. Diventi una pietra quando invece dovresti essere un fiume.
Gianluca Gotto - succede sempre qualcosa di meraviglioso
Ero sul treno che arrivava in stazione in quel momento e non è stato per niente bello. I commenti sono superflui, mi fermo sempre a pensare quale possa essere una possibile soluzione. La cosa che mi spiace è che comincio a vederne davvero poche. Il disagio e le situazioni di microcriminalità sono tornate ad essere quelle di vent’anni fa con persone diverse: sono arrivati i soldi hanno fatto stare tutti bene ora i soldi tornano a scarseggiare e il malessere dilaga. Abbiamo improntato la società sul capitale sparito quello non c’è più niente, niente che valga la pena. Questa è la tristezza più grande.
Quanto deve essere difficile vivere il tramonto della propria vita soli….
Abituati alla presenza costante di una persona che con te condivide ogni cosa, che sente ciò che senti, che ti aiuta quando hai bisogno, che ti sprona quando sei inerme, che ti festeggia per il solo fatto di esistere.
Spesso si danno per scontate le cose quando sono quotidiane, ripetitive, familiari.
Quanto diventano grandi e profonde invece quando vengono a mancare.
Il pensiero poi di non poterle più vivere … la mancanza definitiva senza appello….quanto può fare sentire soli e dispersi.
Vedo i gesti di una donna abituata ad essere “insieme” che ricrea nel suo piccolo quotidiano quel che la rendeva insostituibile per qualcuno, per quel qualcuno che ha scelto e che ora non può più abbracciare.
Seduta urla la vita dal corpo esanime
Grida di aiuto fuggite da sinapsi inattive
Riecheggiano nei corridoi
Svuotati dal profumo del pranzo della domenica
Musicati dal suono dei carrelli
Tristemente volge al termine l’esistenza
Senza possibilità d’appello
Gli animali dominati unicamente dall’istinto
Lasciano la vita ancora prima che diventi insopportabile
In un angolo buio del mondo attendono la fine
La paura è uno scoglio
Impedisce la visione
La visione è l’accettazione
La speculazione politica sulle tragedie del nostro tempo porta solo ed unicamente ad alimentare odio e disagio. Una disgrazia non ha colore né razza. La follia è purtroppo di tutti dalla società alle istituzioni sino alla condizione di essere umani.
Il valore di scambio del linguaggio è crollato a zero
Il titolo della nuova mostra punta l'attenzione sulla comunicazione del nostro tempo.
Come dargli torto....
Il valore e il peso delle parole ad oggi è inesistente, si pensi banalmente, affatto, ai testi delle canzoni di questo tempo. Sono davvero pochissimi gli artisti che ricercano forme poetiche, parole intrise di significato. Il mainstream si limita a citare marche fashion e parolacce e questo si vende molto bene proprio alle nuove generazioni.
Spero che i vostri genitori vi abbiano detto che moriremo tutti alla fine!
È come se galleggiassimo senza vivere e voi avete un’occasione, afferratela, stringetela, fatela vostra!
Non lasciate che vi sfugga neanche un momento!
La filosofia occidentale ci porta a pensare che siamo eterni, confina il rapporto con la morte a qualcosa di lontano, spesso non se ne può nemmeno parlare perchè visto come un argomento tabù.
Invece la morte fa purtroppo parte della vita ed è l'unica cosa con cui fare i conti fin da subito, compreso questo si stabilirebbe l'urgenza che occorre avere di fare esperienza in questa vita. Vivere sul serio cercando di fare qualcosa di speciale per noi, omaggiando questo dono insostituibile.
Spesso il quotidiano ingloba tutto e ci limita nel pensiero e nella filosofia ma occorre rimanere ben presenti a noi stessi e lavorare la nostra felicità e per quella delle persone a cui teniamo di più.
Se no che cosa viviamo a fare.....
Oltre alla bellezza del gesto, la bellezza delle parole.
Ti voglio bene mamma
Oggi una cosa singolare: da scuola chiedono di non far indossare ai bambini calzoncini o gonnelle molto corte, canottiere, magliette sbracciate definendolo abbigliamento non consono.
Ora in prima elementare vorrei capire quale è l abbigliamento consono? In base a cosa lo sarebbe o non lo sarebbe?
Vorrei capire se stiamo sindacando le zone scoperte e infliggendo ai bambini una sorta di pudore oppure siamo preoccupati per le possibili escoriazioni che non credo possano avvenire sulle spalle per aver messo una canottiera…
Va da sé che la cosa è rivolta alle bambine ma non riesco a capire quale possa essere l’utilità e piuttosto mi sembra un modo elegante per iniziare il modus pensante “ se l’è cercata”.
Onestamente credo che parlare di consono in prima elementare non abbia alcun risvolto logico soprattutto se si fa passare la cosa sotto le fattezze del regolamento.
A scuola tra qualche giorno ci saranno almeno 28 gradi nelle classi al sole, perché i bambini non possono indossare abiti consoni al loro essere bambini!?
Proprio non comprendo e mi auguro vivamente che la scuola rimanga fuori dalle dinamiche religiose che nella nostra scuola non dovrebbe entrare.
Passando per Lainate nostra figlia ci ha chiesto perché ci sono le bandiere dell' Italia in paese. Le ho risposto che si avvicina la festa del 25 aprile che è la festa della libertà. Lei mi ha detto "mamma oggi abbiamo fatto la Q e l' ha presentata l'aquila, lei è libera". Io le ho detto "certo lei è libera".
Il concetto di libertà è qualcosa di molto astratto se non ne viene mai limitata l'esistenza è difficile assaporarne il gusto.
Ma chi l'ha provato sulla pelle sa cosa significa e forse proprio questo l' ha portato a ribellarsi in ogni misura possibile, anche a costo di perdere la propria vita in nome di un ideale che significa però dignità dell' esistenza.
E allora tutti i destroidi a dire " si fate il vostro concertino del cazzo e fumatevi le Canne".
Non hanno capito nulla.....hanno mai chiesto a chi la guerra l' vissuta davvero quale fosse la cosa più bella che ricorda dopo la fine ?
Tutti ballavano e cantavano perché la musica, il ballo sono espressioni di felicità, di leggerezza, del saper sognare e ridere con il cuore.
La libertà va difesa.....oggi e sempre Resistenza!
L'amore ha un peso? Come decidiamo a chi dedicare le nostre energie? Sulla base di cosa?
Il cuore vince sul cervello o viceversa?
Ogni persona è a sé: le decisioni che vengono prese da ognuno di noi sono frutto di tante componenti. La famiglia, il trascorso personale, gli avvenimenti e tutto condensato in noi. La soluzione corretta non la sa nessuno: ognuno sceglie per sé.
Queste scelte formano la nostra storia e ciò che lasciano del nostro percorso.
Solo il tempo dirà qualcosa su chi siamo stati.
Cosa resta di una vita dedicata ad altri? Del tempo speso a compiacere chi non fa nemmeno più parte della mia vita?
Quanti rimpianti messi nel cassetto che tornano a farti visita ora che il tempo scorre più veloce.
La felicità, quante volte l'ho messa da parte in nome di un futuro che avrebbe dovuto lasciare tranquilli tutti ma che in definitiva mi ha erosa dentro.
Chissà come avrebbe potuto essere la mia vita se avessi scelto di rompere tutto e tuffarmi a capofitto in quel travolgente sentimento. Tanto simili, guidati dagli stessi sentimenti due vite che avevano destini diversi ma che si sono incontrate timidamente e altrettanto timidamente hanno iniziato ad amarsi.
Una vita intera è passata eppure mi ritrovo ancora a pensare a lui, a leggere le sue parole, a ricordare i bei momenti vissuti. Il tempo passa ma non fa dimenticare, allenta solamente la stretta.
Quanto pesa il giudizio degli altri sulla vita che facciamo? In fondo chi altri dovrebbe avere voce in capitolo se non unicamente noi stessi? Occorre coraggio però per rompere gli schemi ed affrontare le conseguenze delle proprie scelte e forse a me quel coraggio è mancato. Ho avuto paura di quelle conseguenze che sembravano troppo grandi, irrisolvibili perché coinvolgevano tutto il mondo che mi ruotava attorno. E questo fu un altro gravissimo errore: un mondo troppo piccolo!
La mancanza di passioni o forse l'impossibilità di dedicarvi tempo ed energia, sempre giudicate poco importanti. La mancata coltivazione di amicizie che forse avrebbero potuto salvarmi, farmi aprire gli occhi, rendere più leggero tutto quell'universo che non era che un piccolo puntino.
[..] Ascolta Pau, c'è una cosa che gli uomini devono accettare fin da subito. E sai qual'è? Che a parte giocare un ruolo fondamentale nella perpetuazione della specie (che io sappia, l'ovulo ha sempre bisogno di uno spermatozoo per generare la vita) noi uomini non serviamo a nulla. Siamo usless "inutili".
Il mondo è così come lo vediamo grazie alle donne, alla loro forza, al loro coraggio, alla loro capacità e intelligenza, mentre l'uomo passa le giornate a inventare stronzate che lo facciano sentire importante.
Quindi smettila di arrovellarti alla fine anche tu adempirai al tuo compito (perchè così ha deciso Madre Natura): contribuirai alla creazione di un nuovo essere umano.
così Quimi Portet amico di Pau quando lui si preoccupava sull'avere una figlia
da 50 Palos - Pau Donès
Eravamo in tour in america e andammo al Walmart store che per chi non lo sapesse è un enorme campo da calcio pieno di qualsiasi prodotto confezionato
Vidi una signora seduta su uno scooter elettrico per persone con disabilità motoria che aveva come unico handicap il peso, accompagnata da un operatore che le riempiva il carrello ...ma poi riflettendoci elaborai una teoria eccentrica che con il tempo si dimostrò giusta:
La gente viene ingozzata di cibo affinché non si muova. Quando non hai voglia di muoverti cosa fai? Romani in casa. Dove? Sul divano o a letto. Come passi il tempo? Ti annoi e allora guardi la TV. Ed è proprio questo il nocciolo della questione : attraverso la TV riesci a controllare il gregge, la massa. Tanto per cominciare inserisci nel palinsesto qualche bel reality che parli di omicidi, carceri, ladri e poliziotti, armi...
Poi spaventi le persone con le notizie di cronaca e le convinci che è pericoloso uscire di casa e che è più sicuro rimanere sul divano. Una volta che sei riuscito a farle sedere le bombardi con spot pubblicitari di cibo pieno di grassi saturi ma dall aspetto irresistibile. Che si riempiano pure di porcherie e bibite, l'importante è che non si muovano.
Muoversi ? E perché mai visto che la TV fornisce tutto ciò di cui hai bisogno?
Infine quando è il momento delle elezioni basta bombardare il pubblico di messaggi e false promesse: l'importante è dire alla gente ciò che vuole sentirsi dire e chi se ne frega se poi non mantieni la parola perché nessuno esce più di casa, nessuno si accorgerà mai se gli impegni presi siano stati rispettati o meno.
Pazzesco no, che teoria folle?
Pau Donès dal libro 50 palos
E’ stato bello rivederli sul palco, con Morgan che quasi chiede scusa per tutte le pene fatte passare ai componenti della band ma felice di aver questa occasione.
Le proiezioni davvero spaziali, suoni potenti, voce un pochino decadente per stare in tema ma basta l’insieme a riportare alla mente quegli anni.
Siamo dei cinquantenni, dice Morgan, e siamo gli unici ad essere davvero autentici in questo periodo storico dominato dalla AI e dai mentecatti. Forse ha proprio ragione, noi siamo gli ultimi ad aver conosciuto l’era analogica e l’autenticità dell’arte come massima espressione dell’essere umani e che non potrà mai essere sostituita dalle macchine.
Ieri velocemente entro in biblioteca e vedo questo libretto. La canzone mi piace molto e ho deciso di prenderlo a scatola chiusa.
Alla sera con le bambine lo abbiamo letto e abbiamo pianto, incessantemente, pensando a quella bambina del racconto.
Una storia dolcissima e tristissima al tempo stesso.
Ho voluto sottolineare alle bimbe l'importanza degli artisti, poeti, cantanti, pittori e disegnatori. Prendono una storia che li ha colpiti e la fissano nel tempo. Riflettendoci è una grande responsabilità: traghettare una storia nel tempo, renderla eterna.
Si canta questa canzone con leggerezza ma ciò che porta dentro strazia il cuore.
Come le farfalle hai vissuto un giorno.....
Stamattina mi sono alzata e mi girava la testa assieme ad un po di nausea. Ho provato a vestirmi ma sudavo freddo allora ho deciso di tornare a letto e lui ha dovuto occuparsi delle bambine.
La più piccola alzandosi e trovandomi a letto si è spaventata tanto da scoppiare a piangere.
Quando parliamo del futuro spesso ha momenti di tristezza perché sa che noi siamo più vecchi e inevitabilmente andiamo verso il declino. Un giorno scoppio a piangere quando le chiesi scherzando che università le sarebbe piaciuto fare. Quasi pensasse che io quel momento non lo vedrò.
E’ una bimba molto tenera e fragile non potrei mai pensare di lasciarla sola al mondo, ovviamente cerco di fare del mio meglio.
Quando è andata a scuola mi sono sdraiata a letto e ho guardato fuori….tutto il mondo si muove veloce, la vita scorre anche se tu sei ferma.
Ho pensato all’ importanza dello star bene, alla sua necessità e ho pensato anche a tutte quelle persone che la salute non ce l hanno e stanno a letto guardando la vita scorrere dalla loro finestra, aspettando che qualcuno porti cibo, gli faccia compagnia o li pulisca sempre ammesso che tutto questo sia possibile.
Ho pensato a quanto davvero siamo puntini rispetto al flusso di vita che ci circonda: con o senza di noi tutto prosegue.
La vita è davvero unica, una sola occasione.
Quindi cosa conta davvero di quel che abbiamo vissuto? Quella lista è la cosa più importante perché ci esorta sempre a seguire il cuore e la felicità, le uniche cose che rendono questa vita, vera!