mercoledì 1 luglio 2026

Quando le gru volano a sud - Lisa Rizden

 Ho letto “quando le gru volano a sud” ispirata da un divoratore di libri che l ha definito indimenticabile.

Devo dire che complice il periodo che sto vivendo l’ho sentito molto e ho colto molti aspetti che accomuno alle riflessioni che spesso faccio sull’esistenza.

E’ la storia di un ottantenne malato la cui moglie è ricoverata in un istituto geriatrico per demenze. Vive ora con il suo cane e viene accudito dai servizi sociali e da un figlio che va a fargli visita spesso che si occupa di tutto ciò di cui ha bisogno.

Quest’uomo stanco, sopravvive. Privato di ciò che è sempre stato essenziale: la compagnia di sua moglie, il tempo con il suo cane, i racconti di sua nipote, la vita sociale del paese passa le sue giornate tra visite di estranei, telefonate con il suo migliore amico e battibecchi con il figlio mentre si tuffa nei ricordi non appena la stanchezza lo fa assopire.

Riflette sul suo rapporto con i genitori che gli ha fatto guadagnare estrema difficoltà nel gestire il rapporto con il figlio ma che lo reso conscio di ciò che non vorrebbe mai che il figlio ricordasse di lui. 

Un uomo che è legato a due vite: quella della moglie a cui deve l intera esistenza e a quella dell’amico Ture con cui ha navigato tutte le fasi della vita.

Proprio quest’ultimo sarà l’unico a comprendere a pieno lo stato d’animo in cui versa Bo e ad accogliere il suo essere senza giudizi.

Cosa rimane della nostra vita quando il corpo si arrende? Cosa rimane quando tutti se ne sono andati: l’amore, l’amicizia? Quando anche i tuoi figli non riescono a comprendere cosa sia la fine e quali possano essere le uniche fonti di felicità?

Spesso ci si comporta come si dovrebbe, si fanno cose che si ritengono opportune per qualcuno senza domandarsi se siano davvero giuste.

Quanto importa l’anima rispetto al corpo? Quanto contano i sentimenti rispetto al dovere?

Un romanzo che mette di fronte alla realtà del vivere. 

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