Rosa come l'infanzia
Giallo come la vita
Azzurro come la speranza
Rosso come la passione
Palette d'autore per un cielo che sa di primavera
Rosa come l'infanzia
Giallo come la vita
Azzurro come la speranza
Rosso come la passione
Palette d'autore per un cielo che sa di primavera
Da adulti finiamo per abituarci a così tante cose che nulla è più in grado di incantarci.
Durante le lezioni mi abbandonavo a inseguire i pensieri all'infinito, fino magari ad addormentarmi e ancora oggi mi torna in mente quel senso di libertà. Era inutile, una perdita di tempo, eppure aveva un significato.
Certo nella vita degli adulti così piena di obblighi, recuperare quel tipo di energia mentale è piuttosto complicato. Salvo nei viaggi, quando il paesaggio davanti ai nostri occhi e diverso dal solito, lontano da tutti ciò che quotidianamente ci ricorda le nostre responsabilità.
La mia costante preghiera, però, è di riuscire a combinare l'energia pervasiva dei bambini con il libero arbitrio degli adulti.
Era la seconda volta che le nostre bambine volavano. Mi sono detta che fortuna, io il primo aereo l ho preso a 20anni
Sono state molto brave, avevano i loro giochi e hanno occupato il tempo chiacchierando, disegnando e facendo qualche videogioco. Di sicuro avranno tirato giù e su il tavolinetto qualche volta in più rispetto ad un adulto ma nulla di più.
Eppure davanti c’era una coppia che ha mostrato forti segni di insofferenza: sbuffi, definizioni “sti cacchio di bambini” etc
Ecco nulla sarebbe sé questa coppia non fosse bandiera delle causa dell’inclusione e della tolleranza, delle minoranze e delle libertà sociali.
Non sono una mamma “eh ma le mie figlie …”, sono consapevole che possono essere fastidiosi però sono bambini hanno il diritto di esistere.
Immagino che fossero state mute, lobotomizzate davanti al cellulare a vedere video avrebbero detto “ma che genitori sono, niente tecnologia prima dei 14!”
Convinti di essere sulla strada giusta?
#polemica #bambini
Cosa c’è di meglio che fermarsi a contemplarlo, ascoltare le onde e farsi cullare?
È in arrivo il Natale....
Stupiamoci ancora della bellezza dello stare insieme, della grandezza della vita, della pazienza dell' attesa.
Trasformiamo il vortice del commercio e delle corse al cibo in qualcosa di costruttivo, in un'occasione per onorare le relazioni importanti.
Sono stata in un cantiere qualche giorno fa. Confrontandomi con colleghi è emerso che la forza lavoro arriva tutta da paesi stranieri e la maggior parte non parla italiano.
Ovviamente tutti giù a dire che negli altri paesi se ci vuoi stare devi fare esame di lingua etc.
Mi sono documentata un pochino sull'argomento:
per lavorare in Italia un cittadino straniero deve avere un regolare permesso di soggiorno. Il permesso di soggiorno di ottiene con appuntamento in Questura nel quale presentare fotocopia del passaporto (pagine anagrafiche e visti), il visto d'ingresso, una fototessera e altri documenti necessari per il tipo di permesso richiesto (es. contratto di lavoro, certificato di iscrizione scolastica).e versamenti .Tra questi non compare nessuna indicazione sulla lingua.
L'impresa che assume deve allora caricarsi sulle spalle la problematica della comprensione del lavoro, delle indicazioni ed ultimo ma non meno importate le nozioni sulla sicurezza. Le barriere linguistiche possono causare incidenti, rallentamenti nelle lavorazioni, errori procedurali e minore integrazione dei lavoratori.
Soluzioni come formazione specifica nella lingua madre, supporto di un collega bilingue, segnaletica illustrata e l'uso di strumenti di comunicazione visiva possono aiutare a superare queste difficoltà.
Basti pensare al numero di incidenti sul lavoro in Italia
I lavoratori stranieri hanno presentato 60.867 denunce totali, di cui 51.427 in occasione di lavoro: circa il 20% del totale.
Come riuscire ad abbattere questo muro?
C'è urgente necessità di mano d'opera ma questa deve essere formata e deve lavorare in condizioni di sicurezza. E' corretto lasciare unicamente alle imprese l'onere di integrare lo straniero? Il Governo cosa può e deve fare?
forse c'è davvero tutto ma la situazione in realtà non tende al miglioramento
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| Foto di jannonivergall on Pixabay |
Oramai i podcast sono pieni di persone che ti dicono che per essere felici devi perdonare un sacco di persone che spesso risiedono pure dentro di te, ma prima di tutto i tuoi genitori.
A mio parere non c'è da perdonare loro qualcosa, hanno fatto del loro meglio con il bagaglio che avevano, come noi a nostra volta.
Piuttosto mi sono interrogata su cosa avrei voluto sentire da loro. Potrei cominciare da una cosa: l'amore.
Argomento difficile e spinoso perché ovviamente all'epoca non si accettavano di certo consigli, anzi. Eppure secondo me qualcosa da dire c'era e valeva la pena ripeterlo piu e piu volte per sottolineare l'importanza.
Alle mie figlie spero di riuscire a dire:
l'amore è la legge che governa il mondo, per lo meno il mio. E' qualcosa che spinge la luce dove non c'è. E' qualcosa di molto impegnativo perché non basta a se stesso, va alimentato sempre e soprattutto non ha mai lati oscuri. Appena qualcosa non va, non ti piace, non credi sia giusto per te, molla il colpo, fuggi!
L’Amore è vero che deve essere alimentato ma deve essere anche naturale, semplice, confortevole. I gesti sono importanti: pesa sempre ciò che ricevi perché quello che senti nel momento stesso in cui succede al 98% e’ giusto. Se ti crea fastidio non è per te.
Comunque prima di tutto questo, prima ancora di conoscere l’amore o l’apparenza di esso, concentrati esclusivamente su di te. Realizzati, divertiti, scopri, cerca risposte, vivi! Non accettare mai di rinunciare a te stessa per farti ritagliare da altri una parte che non ti si addice. Osa, ma non rischiare troppo. Parla con noi, confrontati anche quando penserai che non saremo in grado di capire perché al contrario ci saremo passati quasi sicuramente e forse, dico forse, potremo darti una visione più ampia.
Siamo tutti persone non automi, abbiamo il diritto di sbagliare sempre ma dobbiamo anche avere rispetto di noi stessi e della nostra esclusiva soggettività, non tutti siamo fatti per le stesse cose, fortunatamente.
Quando entro in un forno o per il resto d'Italia dal panettiere, ho una bella sensazione .
Mi connette alla mia me da piccola, tutti quei prodotti caldi e profumati, la bellezza di scegliere interrogata da mamma o nonna su quale fosse il mio biscotto preferito.
Il gnocco perché così si dice da noi, mentre per il resto del mondo è una focaccia, alla cipolla o liscio con tutta la sua scorta di olio.
Il pane con i nomi che variano a seconda della regione, da noi: la crocetta, la tartaruga, la mantovana e la cioppa.
Le chiacchere fatte nel negozio più frequentato della cittadina: "hai visto chi è morto?" "Si è sposato il figlio della Maria" "alla polisportiva fanno la festa" e via dicendo.
Un microcosmo di persone, colori, profumi che è sempre lo stesso.
Il dolore fa parte dell'esistenza umana, del suo manifestarsi. Non è un incontro semplice: arriva spesso all' improvviso e colpisce con tutta la sua tremenda forza.
Il dolore è contrapposto alla razionalità: è alienante, estremo, faticoso.
Non c'è un modo giusto di reagire ma ognuno di noi lo fa a modo suo. La condizione umana è misera: equilibrio tra fragilità e grandezza del pensiero.
Quale ragione può aiutarci? Quale spiritualità può alleviare la sofferenza?
Trovare una strada nel dolore, imparare a conoscere la via che porta alla sopportazione di questa condizione, all' accettazione alla famosa resilienza.
Una vita intera, ci da e ci toglie: l' umana altalena tra felicità e sofferenza.
Un saluto delicato donato con la gentilezza della natura
Oggi una ragazza saluta la sua famiglia ed i suoi cari da una bara
Troppo pesante per ospitare la sua anima leggera
Troppo scura per risplendere il colore della sua esistenza
Occhi increduli cuori pesanti
Questa luna forse è la risposta "sarò la vostra guida" annuncia scomparendo, dietro l'orizzonte dell'esistenza.
Emma Sofia
Oggi una famiglia saluta la sua adorata figlia … mai la vita dovrebbe essere così malvagia.
Oggi ho avuto paura....
Prima perché sopra il cielo di Milano sono passati due aerei apparentemente militari, che non sapevo dovessero essere li. La mente ovviamente è volata velocemente alla situazione internazionale ed è partita per la tangente fino a che mio marito mi ha detto che era un esercitazione.
Poi per una cosa davvero di cui aver paura, una ragazza che conosco ha perso sua figlia, 14 anni appena. E quel che è peggio sembra per colpa di qualcuno che ha una responsabilità di questo fatto.
È terribile il pensiero che mi raggiunge sulla morte di una figlia....non riesco nemmeno ad immaginare il tipo di dolore che ti taglia il respiro, ti riempie la mente e ti azzera ogni possibile sentimento.
Ho pianto per lei, perché non si meritava nulla di tutto ciò, una persona che sa godere delle cose semplici che ama la vita e che sa quali sono le cose importanti.
La devastazione che segue un avvenimento come questo non ha pari. Non si supera una cosa come questa. Forse un giorno potrà convivere con essa ma la felicità sarà sempre qualcosa che si guarda dalla finestra.
Esistere è un privilegio, spesso lo dimentichiamo. Bisogna investire ogni secondo della nostra esistenza a donare tutta l' umanità che abbiamo dentro. Vedrete quanto poco tempo ci sarà per fare tutte le inutili cose che spesso riempiono i nostri pensieri.
Ieri il primo volo con gli amici a 4 zampe nella stessa cabina.
Vincono i diritti degli esseri viventi.
Ieri altre persone hanno trovato la morte unicamente per abitare una zona della terra.
Il diritto di esistere non è nemmeno preso in considerazione.
Questo weekend ho iniziato a vedere il documentario su Netflix "buy now" l'inganno del consumismo.
Sono tantissime le riflessioni da fare e noto com dispiacere che purtroppo in pochi le fanno....
Credo che in primis la cosa che più fa arrabbiare è che questi grandi gruppi come Amazon, Shein etc abbiamo individuato un sistema infallibile e studiato alla perfezione che induce a comprare e questo è nulla se si pensa che sviluppando un adeguato senso critico si dovrebbe da solo arrivare a capire che è insostenibile questo ritmo.
Il peggio è la collusione con un sistema che è foraggiato dai governi!
Basti pensare che la logica dei rifiuti quindi del riciclo è demandata a ogni singolo paese, alla peggio questi rifiuto vengono bruciati. E per rifiuti si parla di tonnellate di roba invenduta, nel caso del cibo deperita, che deve essere smaltita e di cui buona parte è totalmente non riciclabile.
Il rifiuto non è un problema dell azienda che produce ma diventa un problema del mondo, che difficilmente trova soluzione.
Solo le leggi possono mettere un tetto alle produzioni ma nessuno anche solo tenta di farlo.
La massimizzazione del profitto non è fermata da nessun principio di etica.
Le aziende di elettronica hanno sfruttato molto bene il criterio dell' obsolescenza programmata: oggetti impossibili da riparare devono essere sostituiti dal nuovo.
Anche qui i governi dovrebbero incidere sull argomento creando leggi che consentano vie diverse o comunque un freno alla produttività in costante escalation che so ponendo un limite su ogni modello ovvero che deve avere caratteristiche differenti profondamente dal precedente modello, magari inserendo dei termini.
Secondo me ci potrebbero essere cose da fare senza farci credere che solo il popolino ha la possibilità di cambiare le cose ma dovrebbero essere sviluppati attacchi frontali a queste multinazionali che sono piene di avvocati e di denaro fino quasi a comprarlo uno stato.
Basti pensare a Bezos che affitta Venezia intera per sposarsi: questo è l' emblema del capitalismo.
La sinistra dov'è? Quando tornerà ad occuparsi davvero di contrastare l'impero?
Oppure dobbiamo pensare che anche loro abbiano in fondo cambiato bandiera?
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| Foto di Moondance |
Credo ci voglia una vita intera per analizzare se stessi: da dove si proviene, la famiglia, le dinamiche relazionali.
Ci portiamo dentro moltissimo di tutto questo: chi dice che una famiglia sana, fondata su amore e rispetto, genera individui "a posto".
Chi non lo pensa della propria? Eppure vediamo ogni giorno attimi di follia e senza troppo esagerare riconosciamo in altri tratti caratteriali che provengono da difficoltà emotive provate in infanzia.
Più facile vederlo in altri, più difficile in sé stessi: analizzarsi, mettersi in discussione è da sempre difficoltoso perché include il senso critico.
Oltremodo mettere sotto una luce oggettiva ciò che è pieno di sentimenti, attaccamento ai genitori, traumi familiari, genera in noi una barriera di difesa.
Aprirsi significa scoprire il proprio cuore e la propria mente, prendere coscienza delle imperfezioni, analizzarle e possibilmente risolverle.
Quante volte ho pensato ad un terapista .... Sarebbe come praticare uno sport, allenare il nostro io a star bene perché come il fisico anche l' anima ha bisogno di scaricarsi e vuotarsi da pesi superflui.