Avevamo sogni grandi
la speranza li ha resi orfani.
Rimasti senza guida
sono morti nel modo peggiore
Soli
Cercano ancora sostegno
Forti del loro carisma
Trovare qualcuno che li ami, quanto la felicità.
Avevamo sogni grandi
la speranza li ha resi orfani.
Rimasti senza guida
sono morti nel modo peggiore
Soli
Cercano ancora sostegno
Forti del loro carisma
Trovare qualcuno che li ami, quanto la felicità.
Ho visto questo documentario questa mattina, perchè mi sto documentando su un argomento di cui voglio scrivere. I numeri che vengono narrati in questo video sono incredibili: il suicidio è la seconda causa di morte degli adolescenti dopo gli incidenti stradali, adolescenti molto precoci perchè si parla di ragazzi tra i 10 e i 18anni.
Ansie, attacchi di panico, depressione, autolesionismo, disturbi alimentari: tutti lati di un problema complesso che proviene sia dalla socialità comune sia dai mondi tecnologici in cui sono immersi senza tralasciare lo strascico post-pandemia.
In dieci anni i ricoveri per depressioni e ansie è aumentato del 75%. I numeri di questo fenomeno sono incredibili ma l'inadeguatezza del sistema sanitario lo è di più. Spesso non avendo posti in ricovero questi ragazzi sono inseriti in reparti psichiatrici per adulti con i danni che ne conseguono. Il 65% dei ricoveri neuropsichiatrici è in emergenza, le richieste di aiuto psicologico e psichiatrico sono aumentate tra il 30% e il 50%. Eppure ancora oggi l'aiuto psicologico è considerato un tabù: se vai dallo psicologo è perchè sei matto.
Chiudi gli occhi
Ascolta e vola con la mente
Mi è successo ieri cantando Diamante di Zucchero.
I ricordi sono riaffiorati: spontanei, colorati, vivi quasi ne sentivo il profumo.
Ricordo quando in campagna si coglievano le pannocchie lasciate dal taglio del granoturco. Al calar della sera nonna, zia, mamma si andava al campo di fronte a raccogliere quelle che erano cadute dal camion della raccolta. I piedi punti dai fusti recisi, i passi che si susseguivano senza peso guidati dalla sete di ricerca. Tornavamo con secchi pieni e in cortile sulla palladiana, ci mettevamo a sgranare lasciando cadere i cicchi che per i giorni successivi si sarebbero seccati al sole per poi essere ricoverati nel granaio della nonna. Erano destinati alle galline del pollaio, per tutto l’inverno.
A volte salivo in solaio, il regno delle cose del passato, passavo qualche ora a navigare in mezzo oggetti che non erano del mio di passato ma che costruivano una storia.
Si accedeva da una porticina al primo piano, vicino alla camera di mio zio che tornato da qualche serata con gli amici dormiva beato fino all’ora di pranzo.
La casa si riempiva di profumo di brodo di carne e carne lessata. Quante volte l’ho maledetta, probabilmente per la sua onnipresenza: salsa verde, maionese, pane fatto in casa da mia mamma e le immancabili tagliatelle al Lambrusco che mia nonna si concedeva come coccola al ricordo di sua mamma.
E poi dopo pranzo tutti a fumare, se ci penso ora inimmaginabile l’aria dei pranzi della domenica.
Che sensazioni strane, di un tempo che non c’è più è incredibile che una canzone possa evocare con tanta intensità un immagine.
Potenza della musica.
Sono davvero stanca di leggere notizie come quelle di oggi che vengono propinate a rotazione su tutti i social o i telegiornali. E per contro sono stanca di avere voglia di leggere i commenti sotto che non fanno altro che confermare l'assenza di speranza per il nostro futuro.
Sono tutti giustizieri, difensori dell'arma, genitori perfetti.
Racconto una cosa banale: in queste vacanze ero con il cane e la mia famiglia sulla battigia e transitavo dalla spiaggia per i cani all'ingresso del campeggio e per farlo dovevo attraversare la spiaggia degli umani. Utilizzavo la battigia per fare camminare il cane nell'acqua ed evitare che alzasse sappia. Per inciso erano le 8 del mattino. La mia famiglia era in acqua un pò più a largo.
Da dentro l'acqua un uomo sui 70 mi riprende dicendomi " Signora questa non è la spiaggia dei cani non può stare qui". Fortunatamente prima che potessi sbraitargli contro, mio marito che adoro anche per il modo che ha di difendermi, aveva messo a tacere l'uomo spiegandogli ovviamente quello che stava succedendo e chiedendogli elegantemente anche di farsi gli affari suoi.
E' una cosa banale ma io dico "perchè quell'uomo si è sentito in diritto di sgridarmi? perchè ci teneva tanto a farmi notare regole che già sapevo?"
E questo era solo un episodio, poco tempo fa un altro della stessa età mi aveva toccato sulla spalla perchè avevo uno zaino semi aperto al mercato e mi aveva messo in guardia contro ipotetici malintenzionati e alla mia reazione sconcertata e innervosita perchè in primis lo zaino era chiuso, non sapeva nemmeno cosa avevo all'interno e pareva fosse una pubblica gogna a cui tutti volevano partecipare, un tizio da un banco spara "lascia stare questa si merita che gli rubino il portafoglio ma che non venga poi a piangere".
Come mai le persone si sentono legittimate a intervenire su ogni cosa? Perchè pensano di poter dire qualcosa su tutto senza freni?
Ciò che sta succedendo in questo periodo storico ma non solo in questo, è frutto dell'ignoranza e della rabbia che ci è stata istillata pian piano mentre ci ingannavano proponendo bonus, acquisti compulsivi a cifre basse e raccontandoci la storiella deli cattivi che derubano il nostro paese.
Ho ancora un cervello, sono ancora in grado di leggere e pensare. Non voglio sapere nulla di voi e delle vostre osservazioni da manicomio.
Non puoi in alcun modo pretendere che gli altri si comportino come vorresti, perché loro sono loro e tu sei tu. Non puoi pretendere che qualcuno dica o non dica qualcosa. Tu hai il controllo su una sola persona: te stesso. E se sei una brava persona, lo sei sempre. Anche quando gli altri non lo sono. Se sei una persona pacifica, serena e calma lo sei sempre, anche quando la vita è ingiusta.
Ti capiterà moltissime volte di avere a che fare con elementi di disturbo, ovvero situazioni e persone che provano a turbare la tua serenità. Tu impegnati a essere calmo in ogni situazione e vedrai che sarai sereno, sempre. La vita ci mette costantemente alla prova e siamo tutti bravi a mantenere il controllo quando le cose vanno bene. Riuscirci quando vanno storte, quando subisci un'ingiustizia, quando succede qualcosa che reputi sbagliato: ecco la vera forza. Tutto parte dalla consapevolezza che non puoi controllare quello che dicono o fanno gli altri, puoi solo controllare come reagire, come comportarti. Vuoi essere una brava persona? Vuoi essere un signore? Vuoi essere un uomo educato, equilibrato e pacifico? Allora lo devi essere sempre, senza eccezioni.
da Succede sempre qualcosa di meraviglioso - Gianluca Gotto
In questi giorni ho visto tanto e troppo sul recente fatto di cronaca che riguarda i ragazzi di Senago, finiti in 9 all'interno di un auto, nel canale Villoresi in una notte d'estate. Il guidatore aveva un tasso alcolemico superiore a 3 volte il limite che è 0 per un neo patento e 3 suoi amici sono morti.
In questi giorni la madre di uno dei ragazzi che sono deceduti ha sbottato sul web perché sommersa da insulti e o supposizioni stupide che provengono da tutti i fronti, chiedendo di smetterla di linciare pubblicamente questa vicenda e le famiglie coinvolte perchè la disgrazia che li ha colpiti è inimmaginabile.
Tralasciando che non trovo corretto stare sul web a sputare sentenze in una o nell'altra direzione non posso che fare le mie considerazioni e le faccio esattamente nel mio spazio, condividendo con chi legge la mia opinioni.
Si è parlato di una ragazzata, ma non credo si possa chiamare così.
Tutti abbiamo fatto le nostre cazzate in età adolescenziale che se migrassimo ad oggi avrebbero connotazioni da processo. Però credo che alla base ci fosse sempre un senso di responsabilità che ci guidava, un cervello funzionante ed una visione del futuro diversa.
Alcune riflessioni:
L'intelligenza: si dice che siano più intelligenti di noi, più formati, più informati ma allora mi chiedo come è possibile che si ignori che una macchina omologata per 5 non ha certo la stessa risposta se si sale in nove? Non è un dato che si può trascurare, si devono conoscere le conseguenze.
Il mito del super-io: guidare da ubriachi è già di per sè una cosa proibita, se uno poi è ubriaco e ha in carico nove persone perchè non gli scatta dentro un briciolo di coscienza e di dignità che lo intima a non mettersi alla guida?
Il futuro: mi pare di vedere che questi ragazzi vivono alla giornata ma nel verso senso del termine. Ogni cosa è fatta per durare un giorno: compri, esibisci ed è già passato. Nello stesso giorno poi, bombardati da social e ogni altro mezzo, può accadere di tutto: disgrazie, guerre, tragedie etc. E quindi cosa li dovrebbe portare ad avere una visione più lunga? Quello che capita una notte inizia e finisce lì perchè tanto domani non si sa cosa succede o peggio tanto non succede mai nulla. E invece no ogni azione ha delle conseguenze che a volte sono irrimediabili.
Il valore della vita: si rendono conto dell'importanza e del valore della vita?
Vedo in loro innumerevoli fragilità che non trovano risoluzione in quelle che dovrebbero essere le loro guide. Siamo tutti cambiati per sopravvivere in questa società malata e probabilmente non siamo stati capaci di fornirgli delle certezze che possano aiutarli.
E' davvero disarmante vedere quello che abbiamo intorno e sono molto poche le persone che credono che ci sia un profondo lavoro sociale da fare.
Ho scelto di metter queste foto:
Andrea Cucciola, morto qualche giorno fa dopo un cancro terribile che lo ha divorato, lasciando i suoi figli senza un padre amorevole e con una dignità e forza esemplari
Ieri c'è stato il saggio dello Studio17 a Saronno al Teatro Giuditta Pasta. il saggio comprendeva diverse discipline di danza e coinvolgeva diversissime fasi di età. Danze latine, performance al cerchio e su palo, latin e modern-kids.
Lo spettacolo è stato davvero un condensato di energia e colore, curato in ogni minimo dettaglio.
Gli spettatori che erano perlopiù parenti dei ballerini hanno partecipato con grande entusiasmo al susseguirsi di performance che non hanno annoiato in nessun modo.
I direttori artistici della scuola, marito e moglie, hanno creduto profondamente nel loro sogno ed oggi hanno uno staff di persone competenti e appassionate che fanno della danza un bisogno e non un lavoro.
Hanno chiuso lo spettacolo con un invito ai genitori:
Credete sempre nei sogni dei vostri figli, qualsiasi essi siano ed esortateli a realizzarli.
Da quando sono genitore sono molto sensibile ai discorsi sul mondo dei bambini e della genitorialità. mi interrogo ogni giorno su cosa sia bene o male, su come affrontare le vari sfide a cui questo mondo ci consegna.
Il mondo della scuola è uno dei primi contesti sociali in cui sono immersi e in cui noi, in teoria, siamo esterni ed è anche la prima fonte di problemi reali di convivenza e sociale, autorità e autonomia.
"ai miei tempi" la scuola era un fortino....i rapporti con gli insegnati si avevano unicamente ai colloqui, si rispettavano scelte e decisioni, non si sapevano le dinamiche interne dell'ambiente di lavoro degli insegnanti e ciò che riportavamo a casa era la nostra verità.
Questo probabilmente non era sempre un bene perché spesso lasciava al suo interno episodi di bullismo che magari erano analizzati in modo molto tardivo oppure non c'era un'opposizione sana alle mancanze del sistema scolastico, insomma non era rose e viole nemmeno così.....però è andata.
Oggi noto che i genitori ma più in generale le persone, mettono becco dappertutto anche se non hanno alcuna competenza oppure intervengono in dinamiche lavorative solo perché coinvolgono i loro bambini e il peggio è che glielo fanno sapere.
Nello specifico una maestra che cambia scuola non può avere il diritto di farlo? Perchè i genitori devono intromettersi senza avere ben chiaro il quadro ma solo sulla base del rapporto che si crea inevitabilmente tra maestra e bambini?
Questo comportamento credo sia sbagliato a prescindere: in primo luogo credo che se uno cambia posto di lavoro perchè gli è più congeniale per tanti motivi, chi può arrogarsi il diritto di fargli cambiare idea, facendo leva sul senso di colpa dell'abbandono? In secondo luogo il messaggio che diamo ai nostri figli è che mamma e papà possono aggiustare tutto e quindi non si rende il messaggio, per me importantissimo che non possiamo avere il controllo su tutto più, che mai sulle persone.
Noi dovremmo unicamente stare al loro fianco e aiutarli a superare una delusione se si presenta perché la vita ne sarà piena e con tutta probabilità saranno anche peggiori. Non stupiamoci se vediamo intorno tanta incapacità di gestire le frustrazioni, i rifiuti, le delusioni perchè questo è il risultato del controllo maniacale.
Ovviamente il mondo di oggi è molto diverso dal passato ed è stato dimostrato che le cose brutte accadono in ogni contesto ma non potremmo proteggerli da tutto in nessun modo, possiamo però aiutarli ad avere i mezzi per gestire le situazioni e credo che questa sia una grande arma che col tempo potranno sfruttare a loro vantaggio.
Oggi compie gli anni anche la mia mamma ed io per lei sono stata lo stesso punto che si allontanava. Lei lo è stato per la sua mamma che ora non c’è più.
Chissà quale sentimento prova, quanto è grande il vuoto che lascia un genitore nella nostra vita.
Oggi la festeggerò ancora più forte per farle sentire che siamo qui ora e non c’è nulla di cui essere tristi perché la vita ci ha regalato la possibilità di stare insieme e questo è un regalo da scartare ogni giorno.
Quanto deve essere difficile vivere il tramonto della propria vita soli….
Abituati alla presenza costante di una persona che con te condivide ogni cosa, che sente ciò che senti, che ti aiuta quando hai bisogno, che ti sprona quando sei inerme, che ti festeggia per il solo fatto di esistere.
Spesso si danno per scontate le cose quando sono quotidiane, ripetitive, familiari.
Quanto diventano grandi e profonde invece quando vengono a mancare.
Il pensiero poi di non poterle più vivere … la mancanza definitiva senza appello….quanto può fare sentire soli e dispersi.
Vedo i gesti di una donna abituata ad essere “insieme” che ricrea nel suo piccolo quotidiano quel che la rendeva insostituibile per qualcuno, per quel qualcuno che ha scelto e che ora non può più abbracciare.
Seduta urla la vita dal corpo esanime
Grida di aiuto fuggite da sinapsi inattive
Riecheggiano nei corridoi
Svuotati dal profumo del pranzo della domenica
Musicati dal suono dei carrelli
Tristemente volge al termine l’esistenza
Senza possibilità d’appello
Gli animali dominati unicamente dall’istinto
Lasciano la vita ancora prima che diventi insopportabile
In un angolo buio del mondo attendono la fine
La paura è uno scoglio
Impedisce la visione
La visione è l’accettazione
Oggi una cosa singolare: da scuola chiedono di non far indossare ai bambini calzoncini o gonnelle molto corte, canottiere, magliette sbracciate definendolo abbigliamento non consono.
Ora in prima elementare vorrei capire quale è l abbigliamento consono? In base a cosa lo sarebbe o non lo sarebbe?
Vorrei capire se stiamo sindacando le zone scoperte e infliggendo ai bambini una sorta di pudore oppure siamo preoccupati per le possibili escoriazioni che non credo possano avvenire sulle spalle per aver messo una canottiera…
Va da sé che la cosa è rivolta alle bambine ma non riesco a capire quale possa essere l’utilità e piuttosto mi sembra un modo elegante per iniziare il modus pensante “ se l’è cercata”.
Onestamente credo che parlare di consono in prima elementare non abbia alcun risvolto logico soprattutto se si fa passare la cosa sotto le fattezze del regolamento.
A scuola tra qualche giorno ci saranno almeno 28 gradi nelle classi al sole, perché i bambini non possono indossare abiti consoni al loro essere bambini!?
Proprio non comprendo e mi auguro vivamente che la scuola rimanga fuori dalle dinamiche religiose che nella nostra scuola non dovrebbe entrare.
L'amore ha un peso? Come decidiamo a chi dedicare le nostre energie? Sulla base di cosa?
Il cuore vince sul cervello o viceversa?
Ogni persona è a sé: le decisioni che vengono prese da ognuno di noi sono frutto di tante componenti. La famiglia, il trascorso personale, gli avvenimenti e tutto condensato in noi. La soluzione corretta non la sa nessuno: ognuno sceglie per sé.
Queste scelte formano la nostra storia e ciò che lasciano del nostro percorso.
Solo il tempo dirà qualcosa su chi siamo stati.