Personalmente non amo il boss, riconosco in lui sicuramente la forza comunicativa.
Questo film mi è piaciuto oltre che per essere impersonato da un attore che amo, sottolinea la storia umana.
Sono sempre affascinata dal fatto che i grandi artisti hanno sempre una visione, posseggono qualche cosa che li guida come fossero attraversati da qualcosa di irraggiungibile per i più.
Per assurdo però le loro vite sono sempre un disastro e anche se sono dominati da grandi slanci di romanticismo e di profondità che difficilmente possono trovarsi in persone comuni, sono un disastro a livello di capacità di costruire, condividere, amare.
Nel periodo di Bruce raccontato in questo film egli attraversa un momento estremamente buio della sua vita che trasmette a ciò che fa pur mantenendo il genio che lo contraddistingue.
Affronta anche incomprensioni con i manager e la casa discografica per poter dire quello che sente nel modo in cui crede, lontano anni luci dagli schemi del commercio della discografia.
Il limite linguistico ma soprattutto il non essere americani non fa secondo me arrivare quello che raccontano le sue canzoni ma è innegabile che sia un grande musicista animato dalla passione e dal sentimento per la musica.

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