Sono sempre più convinta che la fine sia iniziata quando abbiamo messo in discussione tutto ciò che sapevamo, grazie ai mezzi di comunicazione.
Una volta è vero che venivano vendute verità tramandate di padre in figlio magari nemmeno fondate su qualcosa di vero non so banalmente "mettiti le calze perchè i piedi freddi ti fanno ammalare" poi si scopre che i piedi freddi non fanno venire il raffreddore anzi.
Quindi poi si deride chi diceva il contrario sulla base di un video postato sul social e ci si arrocca su una posizione di superiorità frutto della presunta conoscenza dell'argomento.
E così via per ogni tema dal più banale al più complesso come politica, salute, guerra etc.
E così iniziano a crearsi tesi pericolose basate sulla verità del web, che per certi versi è fondata per altri no, perché è costruita dalle persone ma le stesse persone che creano come le stesse che leggono hanno perso il senso critico.
Da una parte lettori che non distinguono nemmeno una fake news e dall’altra scrittori improvvisati che mirano unicamente ad un contenuto virale esclusivamente ire un tornaconto economico e lì si compie la disgrazia: decine di migliaia di ignoranti convinti di avere la ragione in tasca.
Finito l’approfondimento, lo studio e la veridicità delle fonti, tanto c’è scritto sul web.
Quindi delle volte penso che forse bisognerebbe tornare a ribadire concetti basilari, ovvi cercando di infondere nuovamente la verità, ricostruirla in modo che venga tradizionalmente tramandate con fondamenti scientifici.
siamo in un periodo di maggior informazione ma questa si ritorce contro di noi, anziché farci progredire ci ha portati nell’abisso dell’ignoranza.
Quel che peggio è che per far valere un opinione là si è condita con l arroganza, l’assenza di rispetto verso gli altri. Non si è più disposti al confronto.