Sto leggendo questo libro di Ermal Meta, artista che stimo molto.
E’ una storia complicata, piena zeppa di Albania.
Conobbi una volta un uomo albanese che lavorava con mio zio. Una storia difficile alle spalle, una voglia di riscatto incredibile che a distanza di vent’anni anni lo ha fatto diventare imprenditore in quest’Italia che per lui ha significato libertà.
Iniziò a lavorare affiancato a mio padre e mio nonno che chiamava maestro e da quel momento imparò a fare il muratore mentre parallelamente si spendeva in altri mestieri per mandare avanti la sua famiglia qui e in Albania.
Ho sempre pensato che chi viene da un paese come l'Albania sia abituato a vivere in modo duro, faticoso, difficile.
Il libro di Ermal ne è ulteriore testimonianza: nel libro viene raccontata una particolare tradizione dell’Albania il Kanun; un insieme di regole tradizionali tramandate per secoli che regolano la vita sociale nel nord dell'Albania. Il codice pone al centro l'onore della famiglia e prevede la riparazione di un'offesa o di un delitto (spesso con la vendetta di sangue).
Due ragazzi incastrati in questa tremenda tradizione, un uomo che racconta la sua clausura per scappare da questo destino, la voglia di cambiare le regole.



