martedì 2 maggio 2017

#1M2017

Oggi ho letto di tutto sul concertone del primo maggio andato in onda ieri su Raitre. Come ogni anno mi ritrovo di fronte alla maratona musicale che comunque vada e chiunque siano i protagonisti propone musica sul mezzo televisivo che a margine di sanremo e dei talent ne passa veramente poca. Quest'anno ero più curiosa anche perchè volevo vedere l'esito del concorso #1Mnext che aveva visto 110 band emergenti guadagnarsi l'esibizione e fra questi c'era anche quella in cui suona mio marito. Questo contest vedeva il componimento del voto fatto da un 30% di voti "da casa" ed un 70% di voti dati da una giuria tecnica composta da: Massimo Cotto (radiofonico e giornalista musicale), Davide Poliani (Giornalista musicale Rockol), Lele Marchitelli (musicista e compositore), Massimo Bonelli (musicista e produttore artistico) e Silvia Boschero (radiofonica e giornalista musicale).
La band di mio marito non è stata scelta perciò volevo vedere il vincitore.
Sulla scaletta della giornata non ho avuto nessuna grossa sorpresa come al contrario oggi tutti sembrano aver avuto: il panorama indie italiano lo conoscevo già, le nuove proposte ho avuto modo di ascoltarle, i big sono i big. Ho potuto apprezzare invece molte difficoltà sonore non solo su artisti conosciuti anche per questo, ma anche sui volti nuovi.
In passato c'era il punk movimento che notoriamente racchiudeva cantanti improvvisati e del tutto inadatti con contenuti che colpivano però per il carattere di ribellione e protesta di quei tempi.
L'avvento di internet ha fatto sì che la musica potesse essere diffusa a tutti ed apprezzata senza dover passare per intermediari che potessero giudicare qualità e contenuti. Passo di grande democrazia che ha permesso l'accesso allo starsystem anche da parte di gruppi privi di etichette major con un messaggio valido o con una espressione artistica in qualche modo particolare.
Sembra però essere diventata un pò oltre che una moda, una scusa per poter generare milioni di musicisti che sì si esprimono ma che non sono artisticamente maturi o portatori di messaggi importanti; e per assurdo la critica è ancor più severa, inadeguata o semplicemente non attinente a ciò che giudica
Ci troviamo quindi di fronte ad un enorme divario fra i patinati protagonisti della scena musicale "passante per radio" e i nuovi protagonisti di una scena che vorrebbe dire ma che non ha ancora tutte le armi per parlare. Si aggiunge poi un pubblico che non è costruito per l'ascolto e che non riesce ad uscire da ciò che gli viene imposto o che è abituato a sentire e quindi semplicemente l'offerta non incontra la domanda e tutto non funziona più. Parte della colpa potremo attribuirla anche ai talent che hanno fatto sì che quello sia l'unico stargate per poter avere un presunto riscontro musicale professionistico che in realtà realizza unicamente un ennesimo fenomeno commerciale adeguato al periodo ma che non lascia spazio alla creatività professionale e al messaggio personale.
Fatto questo pippone frustrato da appassionata di musica decadente il mio giudizio sul concertone cosa conta? sparare a zero su artisti ed organizzatori a cosa serve? elogiare o meno il preferito cosa produrrà?  L'ho visto volentieri e lo farò ancora al di là di ogni polemica che oggi sembra essere l'unica cosa importante da fare per vivere bene.

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