martedì 25 giugno 2013

la vetta

Mi sono guardata le scarpe e ho pensato che non fossero adatte ma ormai ero li e volevo salire. Così pian piano mi sono incamminata. Dapprima sui sassi dove le punte spingevano le suole, mentre la fatica cominciava a farsi sentire. Poi quel tratto ripido fatto di scalini in pietra con una corda ad affiancare il cammino. Il petto squarciato dal respiro affannoso e il caldo che si faceva insopportabile. L'ultimo sforzo tra i rami ed eccomi finalmente alla sommità. Il cuore comincia a battere più lentamente, il respiro si fa regolare, la mente rassicura il corpo di essere riuscito nell'impresa e si gode la vista da lassù, maestosa e a perdita d'occhio. Bene così sei stato tu.
La vita prima si presentava ardua e difficoltosa fatta di percorsi difficili che spesso i sensi si rifiutavano di accettare. Non c'era obiettivo se non quello di arrivare in fondo in qualche modo. Quando sei arrivato tu tutto ha acquistato un sapore diverso, tranquillità e sicurezza, soddisfazione e felicità. Affacciandomi dallo strapiombo non avevo paura ma godevo,della bellezza a tutto sguardo, perduta nell'infinito come se li fossi sempre stata in grado di essere. . Così sei tu: la vetta della mia montagna! Dopo sette mesi sei la stessa bellezza e il desiderio di abbandonarmi a te cresce ogni momento. Sei la mia libertà.

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