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giovedì 25 luglio 2013
Per i giovani non c'è mai nessun diritto acquisito, nessuna onereficienza, nessun rispetto, nessun aiuto. Veniamo mortificati dallo stesso mondo che tanto ci piace. Un mondo in corsa, simile alla rete: inteconnessi continuamente, massima disponbilità, nessun impegno vincolante. Infatti ci troviamo con lavori a tempo, sottopagati, sfruttati e mai degni di un grazie o quantomeno del minimo rispetto che viene dato ad un pari posizione con 30 anni di esperienza. Parliamoci chiaro, il fattore esperienza è importante ma vuole anche dire che a suo tempo, è stato consentito di farlo e di arrivare sino a lì. Chi ora si prende l'impegno di insegnare e di formare, realmente: nessuno! Siamo abbandonati al mercato come piroette, corriamo a destra e sinistra tappando più buchi possibile a questi personaggi che sponsorizzano la formazione ma che in realtà solo se la fanno gli altri perchè "io faccio questo lavoro da trent'anni". Magari le cose sono cmabiate?!?!?
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Leggo con piacere i brevi “editoriali” di Elisa, su quelli personali non mi soffermo piu di tanto in quanto sono appunto intimi e relativi alla propria sfera privata, quelli piu generali invece sono di taglio giornalistico e sempre acuti nelle loro considerazioni. Questo è molto centrato, io ormai lavoro da quasi 25 anni nel tuo stesso settore e noto che il valore della mia esperienza sia rapidamente scemato , non merito nessun diritto acquisito e considero assurda questa dicotomia tra i giovani , vessati e precari , e tutti gli altri. Prima o poi qualcosa dovra cambiare
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