Per i giovani non c'è mai nessun diritto acquisito, nessuna onereficienza, nessun rispetto, nessun aiuto. Veniamo mortificati dallo stesso mondo che tanto ci piace. Un mondo in corsa, simile alla rete: inteconnessi continuamente, massima disponbilità, nessun impegno vincolante. Infatti ci troviamo con lavori a tempo, sottopagati, sfruttati e mai degni di un grazie o quantomeno del minimo rispetto che viene dato ad un pari posizione con 30 anni di esperienza. Parliamoci chiaro, il fattore esperienza è importante ma vuole anche dire che a suo tempo, è stato consentito di farlo e di arrivare sino a lì. Chi ora si prende l'impegno di insegnare e di formare, realmente: nessuno! Siamo abbandonati al mercato come piroette, corriamo a destra e sinistra tappando più buchi possibile a questi personaggi che sponsorizzano la formazione ma che in realtà solo se la fanno gli altri perchè "io faccio questo lavoro da trent'anni". Magari le cose sono cmabiate?!?!?

Commenti

  1. massimo gandini26 luglio 2013 11:41

    Leggo con piacere i brevi “editoriali” di Elisa, su quelli personali non mi soffermo piu di tanto in quanto sono appunto intimi e relativi alla propria sfera privata, quelli piu generali invece sono di taglio giornalistico e sempre acuti nelle loro considerazioni. Questo è molto centrato, io ormai lavoro da quasi 25 anni nel tuo stesso settore e noto che il valore della mia esperienza sia rapidamente scemato , non merito nessun diritto acquisito e considero assurda questa dicotomia tra i giovani , vessati e precari , e tutti gli altri. Prima o poi qualcosa dovra cambiare

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