Ieri ho guardato un video di Galimberti che parlava un po' di questo Coronavirus. Rispetto ai sentimenti che ognuno di noi può provare diceva che tra questi non può esserci la paura perché la paura è qualcosa che si prova nei confronti di qualcosa che è determinato, il virus non lo è. Questa è angoscia perché ci relaziona a qualcosa di indeterminato, che non possiamo definire e che quindi ci fa sprofondare nel buio più pesto. Detto questo credo che occorra viverlo questo tempo di angoscia ma non come un'attesa della fine, piuttosto come un momento in cui vivere diversamente e cercarvi dentro dei nuovi stimoli, dei segnali, degli insegnamenti. Abbiamo molti strumenti a disposizione e dobbiamo sfruttarli quanto prima.
È dura non poter assaggiare il mondo, uscendo in macchina con il finestrino aperto e il sole che ci bacia ma occorre comprendere il senso di responsabilità verso gli altri, senza tralasciare il fatto che la nostra clausura non è esattamente Alcatraz. Perciò auguro a tutti i credenti una Buona Pasqua e a chi non crede auguro comunque una giornata di ritrovata serenità personale con innescata una marcia di ottimismo.
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