domenica 1 aprile 2012

I miti del nostro tempo - Umberto Galimberti

La sofferenza differisce radicalmente dal dolore, pure essendo altrettanto radicalmente coinvolgente. Chi soffre infatti non solo si interroga sulle ragioni del proprio soffrire, ma tramite la sofferenza eleva se stesso al problema, e per tal via si interroga in generale sul senso dell'esistenza. Chi è felice ignora l'esistenza come problema, perchè inerisce e aderisce per intero alla propria condizione e non ha motivo di rifiutarla.
                                    [Salvatore Natoli - La felicità. Saggio di teoria degli affetti]

Le targhe - Dizionario delle cose perdute - Francesco Guccini

In certi negozi, dopo la guerra, si trovavano inchiodate al bancone targhette metalliche. Una di queste diceva: La persona civile non sputa in terra e non bestemmia. Ma che gente c'era?

giovedì 29 marzo 2012

......alla fine la storia è sempre quella della barca. "Non esiste vento favorevole per un marinaio che non sa dove andare". E se solo avessi perso per un attimo la direzione?

mercoledì 28 marzo 2012

martedì 27 marzo 2012

Equilibrium


Visto un film particolare (sconsigliato agli estimatori di Fahreneit 451, Orwell e le teorie di Huxley): non tanto bello per le scene o la spettacolarità delle azioni "sparammazza", ma per il concetto alla base del film.
Nel mondo le guerre e le grandi disgrazie sono imputabili solo ai sentimenti di conseguenza viene creata una droga capace di narcotizzare le emozioni secondo le istruzioni ricevute dal Padre, sorta di dittatore teocrate, e la legge è garantita da temibili squadre di funzionari-poliziotti.
Tutti uguali, tutti freddi, tutti automi.
I ribelli vengono uccisi per cremazione senza nessun processo. Un'ex poliziotto non si droga più distrutto dal senso di colpa di aver fatto morire la moglie e si unisce ai rivoluzionari per far cadere il sistema.
Impensabile un mondo senza emozioni / sentimenti ovviamente più ordinato e corretto ma senza vita

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