lunedì 8 ottobre 2012

Una foto...

Voi due. Mi siete rimasti in mente. Camminando ho scorto la vostra foto. La vostra fra centinaia. Era in bianco e nero ma calda e brillante come il più bello dei colori. Mentre tutto intorno è nero. Quel sorriso quasi uno schiaffo in faccia se mi guardo intorno. Erano tempi antichi quelli dei foulard neri in testa, delle gonne appena sopra al ginocchio..sempre abiti scuri quasi come se i coloranti per gli abiti non esistessero ma anche perchè il colore era segno di frivolezza...apparteneva a quelle donnacce lì. Quelle che oggi il mondo ne è pieno. Erano i tempi della severità del tenere fede a un patto....per la vita. Si riusciva a guardare la razionalità anche in amore. Si sceglieva chi era meglio badando poco all'amore per i meno fortunati. Poi capitava che quelle coppie rimanessero insieme per sempre. Forse imparavano ad amarsi giorno dopo giorno. Non c'era tempo per gli sbandamenti. Si teneva una linea unica e indissolubile: la famiglia. E i giorni migliori erano quelli in cui si stava insieme. La domenica. Dopo la messa tutti a casa. Un ricco pasto seguito dal tutti intorno al tavolo a raccontare e ricordare. Questa era la felicità. Poche cose ma vissute. Il giorno in cui faceste questa foto per me era un giorno così. Vi voglio immaginare in una domenica d'autunno mentre lei girava la polenta e venendo via dalla stufa tu, uomo le fai lo sgambetto e mentre lei inciampa la prendi fra le braccia e le sussurri "signorina cerchi di stare attenta ci sono certi malintensionati che usano ogni trucco per far cadere fanciulle fra le proprie braccia". Ora vedo questa foto che di sicuro i vostri figli avranno scelto fra tante perchè sembra voglia dire: "Sorrido a te morte, noi siamo oltre, felici ed insieme, contenti di come abbiamo vissuto e di cosa abbiamo creato. Grazie vita" Mentre scende una lacrima, forse di felicità a pensarvi insieme, mi incammino lungo la strada di questo cimitero.


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