mercoledì 8 gennaio 2014

tratto da Vi racconto Gaber - La libertà

[...] Quel paragrafo di Adorno parlava di qualcosa che anche io cominciavo a pensare e mi convinse definitivamente del fatto che le nostre teorie sul famoso amore libero non erano altro che una facile via di fuga e una moda. Era vero che l'obbligo alla fedeltà, che un certo moralismo tipicamente borghese ci imponeva, era uno strumento di repressione, ma non avevamo capito che liberare l'amore passando dal tradimento piccolo-borghese, segreto e clandestino, a quello conclamato, apertamente dichiarato, era di per se un'idea fallimentare. La libertà non è mai pura assenza di vincoli. La libertà quella vera implica un percorso faticoso per preservare proprio quei vincoli che ci costituiscono. Insomma non avevamo capito che forse era proprio attraverso la fedeltà che gli uomini e le donne potevano finalmente liberarsi e non attraverso un atteggiamento libertario esteriore e modaiolo. [....] Ecco io e Giorgio credevamo nella possibilità di un'unione basata sula capacità di crescere insieme. Se all'interno di una società l'amore vuole rappresentarne la parte migliore,è bene che si manifesti con una costanza e una resistenza consapevoli.

Sandro Luporini - Vi racconto Gaber

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