martedì 6 maggio 2014

Ieri guardavo il telegiornale sportivo e vedevo alcuni calciatori giovanissimi letteralmente strapagati e mi chiedevo: perché criticarli? In fondo loro prendono solo i soldi che qualcuno gli da: ognuno di noi non farebbe lo stesso? Si entra qui nei meandri dell'etica personale e nella coscienza di quanto sia sproporzionato il divario tra persone comuni e star. Chissà se questo comportamento  non venisse giustificato dal popolino che va allo stadio, compra sky etc etc ci sarebbero compensi più equi. 

E comunque è per questo che tutti i giovanissimi fanno di tutto per essere calciatore piuttosto che ad personaggio della televisione (per la tv poi è anche più semplice non si ha nemmeno bisogno di un gran talento ad oggi).

Quello che critico è il sistema.

La gente si chiede come mai i giovanissimi vogliono la strada veloce per il successo e giù tutti a criticarli dicendo che non sanno più fare sacrifici, sono bamboccioni etc. Ma io dico: vi siete mai chiesti cosa si aspetta un giovane da questa società?

Società che ben che ti vada, diventi qualcuno a 60anni dopo essere stato uno zerbino sottopagato e sfruttato di qualche importante dirigente (figlio o parente del titolare).
Volete che vi dica che i giovani non hanno iniziativa? Sbagliato.
Promuovono nuove tecnologie, nuovi linguaggi, nuovi sistemi; svecchiati da quelle formalità che hanno reso il nostro paese vecchio e lento: il problema è che dovendo convivere con quelli che di queste cose non ne capiscono nulla, rimangono sempre mortificati nel loro piccolo mondo.

Chissà se questo periodo storico ci porterà a qualche miglioramento. Ho molto paura: vedo intorno a me i "senior" che non vedono l'ora di andare in pensione ma non sono poi capaci di passare il testimone. Questa fase di stallo è deleteria perché non permette continuità.

E' l'epoca di: "oggi per me, domani poi ci penserà qualcun altro"

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