martedì 11 novembre 2014

Era San Martino....

Malinconia di San Martino....profumo di caldarroste che mio nonno cuoceva sulla stufa. Andavamo a casa sua quel giorno e dopo cena metteva le castagne sulla piastra della stufa e le girava lentamente con il palmo della mano. C'era la tv in bianco e nero ma quando andavamo là spegneva sempre per parlare un po con noi, anche se la nonna e la sua malattia monopolizzavano la conversazione. Era un uomo buono mio nonno, completamente devoto a quella donna che aveva sposato e che amava sopra ogni cosa. Non credo nella vita di aver conosciuto tante coppie come quella. Il rapporto era un pò dispari: probabilmente l'amore disinteressato e completamente libero che mio nonno provava era più in un solo verso che nell'altro, ma complice era anche la malattia di mia nonna che attanagliava la sua mente e il suo fisico.
Mio nonno non ebbe molta fortuna ma fino all'ultimo suo respiro ha pensato sempre a lei, ai suoi bisogni, alle sue necessità con un'attenzione meticolosa e incessante. Spesso mi chiedo se avessero raggiunto questo con il tempo, se avessero imparato a rispettarsi a tal punto da prendersi cura l'uno dell'altro ogni momento o se fosse semplicemente qualcosa che veniva da solo, ma poi smetto di interrogarmi e ripenso a quelle date scolpite sulla loro dimora eterna che fissa a quindici giorni l'uno dall'altra l'abbandono di questo mondo. Uno per malattia l'altra perché venne a mancare il suo pilastro. Il loro destino sembrava fissato fin da subito e invece la vita ha voluto sconvolgere i piani di tutti e due. Sono diciassette anni che sono mancati ma il giorno di san martino mi piace fargli spazio nei miei ricordi, ripensando a quando io e mio nonno giocavamo a dama sotto il nocciolo o quando con mia nonna facevamo merenda al rientro da scuola i pomeriggi che andavo da loro. Sono stata molto fortunata a conoscerli tutti i miei nonni.....mi hanno dato una bella visione, nonostante tutto, della vita a due.

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