Sul caso Cucchi credo che in questi giorni sia stato detto tutto.
L'indignazione non è sufficiente, occorre dimostrare, protestare, mantenere viva l'attenzione su di un avvenimento che ci fa vergognare di essere uomini.
Ciò che non ci si riesce a spiegare è come è possibile che chi garantisce la giustizia non riesca a prendere una decisione definibile "l'unica giusta".
Immedesimarsi nelle persone coinvolte servirebbe?
La giustificazione data alle famiglie è che non ci sono sufficienti prove a dimostrazione del compimento dell'atto.
Come prima cosa colui che ha firmato il certificato che riporta "è deceduto per cause naturali" è il primo ad essere colpevole, a seguire tutti coloro che erano in servizio in quei momenti.
Le foto che in questi giorni sono circolate parlano chiaro e sono più che sufficienti a dimostrare che è stato compiuto un crimine e i responsabili devono pagare.
Non so come sia possibile che gli avvocati di queste persone riescano a dormire sonni tranquilli e non sentire questo peso enorme sulla coscienza.
Solidarietà massima a tutti i familiari di Cucchi augurandoci che venga al più presto fatta luce su questa vicenda.
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