martedì 19 luglio 2011

non ci sono parole


...una mattina svegliarsi e commuoversi vedendo tua nonna, che dopo aver lasciato salire tuo nonno sul pulmino del centro malati di Alzheimer, si siede su una sedia e scoppia a piangere, per sfogarsi. Non sa più chi sia quella persona che a volte diventa pure violenta per motivi futili quasi da bambini, che non risponde a una domanda, che ti osserva con sguardo assente, che non riesce più a badare a se stesso, che non capisce neppure le cose più semplici. Massacrante vedere la setssa persona che ha vissuto con te per più di 40 anni cambiare in questo modo. Vorrei dire a nonna che le cose cambieranno, miglioreranno ma non si può mentire, la realtà dei fatti è questa e si può solo prenderne atto. Qualcuno ha detto "che Dio se lo porti via presto" ma purtroppo, a margine del fatto che non si può sperare nello sconosciuto, questa malattia è lunga e deteriorante sia per lui sia per la gente che gli vive intorno.

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