lunedì 22 dicembre 2014

Lavaggi di coscienza

Ogni giorno mi chiedo quale sia il modo per rendere speciale la nostra vita. Speciale nel modo giusto. Degna di essere chiamata vita.
Una discussione di questi giorni mi ha fatto riflettere molto sulle condizioni del mondo oggi, o meglio in prima battuta del mio mondo.
Sostenevo che ogni gesto fatto per altruismo crea analoghi comportamenti positivi e allarga la mente di coloro che ci stanno vicino dando un esempio di come sia importante preoccuparsi per chi sta peggio di noi.
Mi è stato sollevato però che questo potrebbe essere un gesto fatto semplicemente per lavarsi la coscienza del male vero del mondo che in questo modo non viene nemmeno scalfito.
Allora io dico ma in questo modo, decentrando l'attenzione su qualcos'altro, di lontano ed enorme, il rischio non è poi di non aiutare nessuno?
Come posso io prendermi carico da sola di aiutare l'altra metà del mondo che soffre la fame, il freddo, le guerre ed ogni altra ignobile manifestazione del male?
Cosa posso fare io che vivo in questa parte de mondo che non fa altro che accumulare opulenta ricchezza e benessere?
Tutte le persone che prendono e vanno in africa ad aiutare (dico africa per dirne una ma ce ne sono tantissimi di posti dove le condizioni umane sono al limite) mettono da parte l'egoismo di avere il proprio piccolo mondo fatto di una famiglia, un lavoro, una casa e si dedicano totalmente e disinteressatamente agli altri.
Quindi io sono egoista e mi preoccupo solo della mia di esistenza, penso a stare bene io e gli altri in qualche modo si arrangino.
Mi fa molto male pensare questo perché in qualche modo so che è vero.
Ma al tempo stesso so di non essere la persona che se ne frega di tutto ma anzi so di avere una sensibilità spiccata che mi aiuta a riconoscere le situazioni di allarme e di richiesta di aiuto e ad attivarmi subito per aiutare chi ne ha bisogno.
Probabilmente non bisognerebbe mai averne abbastanza di questo. Un vita piena è una vita di condivisione e di aiuto reciproco.
Ora che è Natale vedo tantissime persone, compresa me, affannarsi per i regali. Tralasciando la motivazione per cui questi vengono fatti, in totale contrasto con i principi religiosi, per chi li professa, è sempre tutto finalizzato ad accumulare, mangiare, riempire.
Il natale come tradizione dello stare insieme, viene ogni volta soggiogato dal pensiero di omaggiare le persone. Il pensiero in realtà nasce correttamente dal "prendersi cura" una volta l'anno degli altri. Ma proprio perché è così perché non omaggiare chi di questa cura ne ha davvero bisogno?
Non so dire se le mie riflessioni mi portino vicino  lontano dal fare qualcosa.
Non posso accontentarmi del "bè intanto io ci ho pensato, altri nemmeno lo fanno" e nemmeno di quei gesti che compio quotidianamente e che in qualche modo mi fanno sentire diversa, ma lavorare sempre per aiutare.
Alla fine di tutto non potendo cambiare in prima persona il sistema globale proprio perché non accadrà mai che le persone si uniscano coese per uno scopo di aiuto (piuttosto per chi prende la macchina per il derby) occorre insistere con i propri gesti e dare l'esempio. Secondo me di questo c'è tanto bisogno, di un esempio di qualcuno che vada controcorrente, di qualcuno che si curi del suo prossimo e lo mostri agli altri.

Ho tanti pensieri per stanotte!

Nessun commento:

Posta un commento