venerdì 15 novembre 2013

Riflessioni

Oggi a tavola si parlava dei differenti modi di dire e di chiamare gli oggetti a seconda della regione: siamo caduti sulla "gavetta" o "gamella" o "schiscetta" che mio padre a descritto con precisione minuziosa raccontando anche quali erano le pietanze che solitamente si mettevano, come venivano scaldate in cantiere e quando venivano preparati i cibi. Dice che suo padre se la passava pure peggio di lui e che a volte non aveva nemmeno quella. Quando lavorava in campagna "quelli sì che erano bei tempi" mi dice "lavoravamo attaccato alla vite ma quando erano le quattro il nonno bloccava tutti e chiamava la merenda e allora si stendeva una tovaglia per terra e tutti mettevano qualcosa: una fetta di torta, le castagne, un salame e un bicchiere di vino e allora per un'oretta era festa".
Si dice "si stava meglio quando si stava peggio" citando un luogo comune ma questa era aggregazione comunitaria: tutti insieme lavorare per un bene comune nel rispetto della persona e della vita. Non c'era quello che continuava a lavorare per far vedere al capo che era più bravo.
E oggi sento cose come "......e poi ci sono i nordeuropei che quando sono in cantiere alle cinque e mezza si fermano perché l'orario di lavoro è terminato, mica come noi italiani. Noi se c'è da fare notte perché siamo in ritardo la facciamo...non stiamo mica lì a dormire". C'è tanto da riflettere.....

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