venerdì 22 aprile 2016

#mondomarcio

Oggi il giornale Metro dedica un articolo al tema dell’ambiente, essendo oggi la giornata della terra. Lo fa unitamente all'intervista a Nicolò Fabi per l’uscita del suo nuovo album, in particolare esamina la canzone “La città ha perso”. Fabi definisce questa lotta tra campagna ed urbanizzazione non come il male assoluto (è una persona intelligente e sa che perdendo alcuni aspetti della vita di campagna se ne acquisiscono altri) ma come una sconfitta dell’uomo. Lo stesso uomo accecato da mille sovrastrutture non necessarie. Il problema lui dice, cosa che condivido a pieno, è che la gente è disumanizzata: diventa cattiva perché frustrata e bersagliata da ogni angolazione, non appena può divora a male parole chiunque capiti a tiro e polemizza su tutto. La stessa gente che, anche se il luogo comune non mia piace, non conosce il vicino di casa e non capisce l’importanza della piena condivisione.
La terra è ogni giorno violentata dal nostro passaggio: rifiuti, cemento, smog, poche aree verdi.  Eppure chiamati all'opinione alcuni giorni fa in merito all'ambiente, le persone non si sono sentite di decidere “su un tema così tecnico”. Ha ragione Fo quando ha detto: “il problema è in Adriatico, vabbè io vado sul Tirreno”.
Apprezzo Fabi per quello che scrive probabilmente perché come me viene dalla campagna e negli occhi e nel cuore ha sempre l’immagine, i colori, la poesia che solo la natura può regalare.
Difficile per tutti capire come procedere ad un’inversione di tendenza visto che le persone non ascoltano più i temi fondamentali, non giudicano importante tutelare il luogo dove viviamo, sono avidi, egoisti e pigri.
Il problema più grande è che le persone non riescono più a sentire: sentire non in termini di senso dell’udito ma a sentire con il cuore: non riescono ad emozionarsi, non riescono più a vedere la bellezza che c’è dentro ogni cosa.
Vero è che tutto questo non produce reddito: sarà forse quello il problema.

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