Disumanizzazione
Chi non ha sentito in questo gg parlare di Naza. Ho letto anche molti articoli sul contenuto del film e ovviamente non posso che provare grande dolore di fronte a questa tragedia che si compie sotto gli occhi di tutti.
Una parola mi ha colpito che è il titolo di questo piccolo pensiero, disumanizzazione. Si narra in questo film, di come gli israeliani abbiano compiuto questo genocidio con una barriera tra loro e la vita reale. Aiutati dalla tecnologia, hanno potuto distruggere famiglie, bambini, anziani con la stessa modalità con cui si usa un videogioco. A chiedersi fosse giusto un soldato ha ottenuto una risposta a dir poco raggelante “abbi fiducia nel sistema. Il sistema sa cosa è meglio”.
Questa disumanizzazione comprende molteplici aspetti tra i quali uno dei più pericolosi e’ senz’altro l’assenza totale di emozioni di fronte alla morte, alla violenza, alla barbarie.
La stessa disumanizzazione la portiamo avanti anche noi qui dalla tranquilla quotidianità cui viviamo: assenza di empatia verso il prossimo, mancanza di solidarietà con chi sta peggio di noi, privazione graduale delle forme artistiche sostituite dalle macchine, totale assenza di interesse verso la cultura.
Sono tutti aspetti dello stesso problema: il capitale ha accecato qualsiasi forma di vita e in nome di esso si sacrifica l’umanità intera.
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