mercoledì 23 luglio 2014

Dipendenti o autonomi?

Lo stato in cui riversa oggi la società Italia è caratterizzato da un diffuso senso di malcontento, rivendicazione, individualismo. La mancanza di senso di responsabilità ha portato a far sì che gli imprenditori ci abbiano fatto credere, probabilmente a ragion veduta visto il tipo di persone che ci sono in giro, che la miglior forma per fare lavorare una persona sia responsabilizzarla attraverso un lavoro di tipo autonomo: in questo modo si corre perché il proprio compenso è commisurato a quanto viene fatto. Il senso comune porta a pensare che questo sia vero senza fermarsi a riflettere che anche questi "bravi imprenditori" abbiano utilizzato questo strumento in modo controproducente verso i lavoratori. Il lavoro dipendente se fatto con coscienza e responsabilità è un lavoro come quello dell'autonomo. Sono state fatte lotte per l'ottenimento dei diritti e ora si sta facendo di tutto per rendere vani gli sforzi dei nostri predecessori. Rimango sempre di più dell'idea che l'opera di rinnovamento da fare sia in primis sulle persone e sulle nuove generazioni facendogli riconquistare ciò che è giusto dando in cambio serietà e responsabilità che si possono ottenere facendoli sentire parte di qualcosa e non piccoli proiettili singoli sparati nell'universo lavorativo.

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