martedì 24 gennaio 2012

La donna

Stasera mi fermo un attimo a guardare "Correva l’anno".
Documentario interessantissimo sulle donne e le loro conquiste sociali.
Non posso proprio dire di essere una femminista ma vedendo questo documentario mi sento parte in causa. 
A proposito di unioni, prima degli anni 60 la donna che viveva nel matrimonio era assuefatta dall’idea, probabilmente inculcata dalle generazioni precedenti, che la donna dovesse rimanere al focolare ad accudire i figli e la casa, senza possibilità alcuna di riscatto della propria indipendenza ed autonomia; legata ad un marito che poteva invece starsene al bar, vagheggiare per locali e perché no trovarsi un amante: sì perché questo concetto era assodato l’uomo ha delle esigenze fisiche che può colmare con l’adulterio, e andavano sostenendo fosse una forma di rispetto verso la propria compagna che aveva già tanti compiti di moglie che non poteva essere sempre disponibile fisicamente.
Era pratica diffusa anche il matrimonio riparatore ovvero quello che giustificava la violenza sessuale, anche per le minorenni.
Nel 1964 uscii un film “sedotta e abbandonata” con la Sandrelli,  in cui una studentessa sedicenne, subisce violenza da parte del promesso sposo di sua sorella. Il padre, accortosi dell'accaduto, tenta di imporre le nozze riparatrici al seduttore.
Film indicativo del periodo e che fece molto scalpore. Pensare che nel 1968 l’art del Codice penale numero 559 recitava «La moglie adultera è punita con la reclusione fino ad un anno. Con la stessa pena è punito il correo». Per il marito non esisteva nulla del genere: la disparità di trattamento non rispettava le norme fondamentali della Costituzione. Con due sentenze del 19 dicembre 1968, la Corte costituzionale abroga l'articolo sul diverso trattamento dell'adulterio maschile e femminile e quello analogo del Codice penale.
Incredibile fino ad allora la donna poteva essere punita con il carcere mentre all’uomo grandi ringraziamenti e pacche sulle spalle da vero macho. Da allora sono cambiate molte cose ma solo in apparenza. La donna che ha subito anni di vessazioni e ingiustizie si è presa la rivincita: ora è autonoma, forte, lavoratrice. Esce la sera con le amiche, usa l'uomo come egli ha fatto con lei.
Essa crede di avere rovesciato i ruoli ma è ancora molto diffusa la diceria che se la donna ha tanti uomini è poco seria mentre per il contrario, tutto a posto.
Sarà molto difficile cambiare anni e anni di maschilismo forsennato e per questo dobbiamo ringraziare anche la signora Chiesa che ha contribuito enormemente a inculcare la donna come essere inferiore e non in gradi di ricoprire posizioni decisioniste.
Il maschilismo lo viviamo tutt'ora sulle prime pagine dei giornali: l'uomo che viene rifiutato e perciò uccide perché pretende che la donna sia solo sua. Il sentimento che lo anima è solo quello di possessione, proprietà e violenza. L'unione non è più sentimento ma è un vincolo, un certificato che dà diritto a disporre di una vita umana come meglio si crede.
E' ancora tanta la strada da fare......e pensare che l'uomo si distingue dalla bestia per il potere di pensare.

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