mercoledì 22 febbraio 2012

Umberto Galimberti - L'ospite inquietante "La forza d'animo"


Il sentimento non è languore, non è malcelata malinconia, non è struggimento dell’anima, non è sconsolato abbandono. Il sentimento è forza. Quella forza che riconosciamo al fondo di una decisione quando, dopo aver analizzato i pro e i contro che le argomentazioni razionali dispiegano, si decide, perché in una scelta piuttosto che in un'altra ci si sente a casa. E guai a imboccare, per convenienza o debolezza, una scelta che non è la nostra, guai a essere stranieri nella propria vita. La forza d’animo, che è poi la forza del sentimento, ci difende da questa estraneità, ci fa sentire a casa, presso di noi. Qui è la salute. Una sorta di coincidenza di noi con noi stessi che ci evita tutti questi “altrove” della vita che non ci appartengono e che spesso imbocchiamo perché altri, ci chiedono, e noi non sappiamo dire no. Il bisogno di essere accettati e il desiderio di essere amati ci fanno percorrere strade che il nostro sentimento ci fa avvertire come non nostre, e così l’animo si indebolisce e si ripiega su se stesso nell’inutile fatica di compiacere gli altri. Alla fine l’anima si ammala, perché la malattia, lo sappiamo tutti, è una metafora, la metafora della devianza del sentiero della nostra vita.

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