Pagine
- Le strade del cuore 2023
- Non far rumore 2020
- Poesie svelate 2017
- Ritratti di donne 2018
- Prima di te 2017
- Vivere Milano 2016
- L'inquietudine della stabilità 2016
- E' l'amore che divora 2012
- Nuove poesie
- Racconti
- Premi
- Poesia italiana
- Citazioni
- Letture
- Cinema
- Parole importanti
- Riflessioni
- Contatti
- Elymania Project
venerdì 2 settembre 2011
Nazim Hikmet - Istanbul 1933
E’ l’alba. S’illumina il mondo
come l’acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all’improvviso
tu, mio amore, nel chiarore infinito
di fronte a me.
Giorno d’inverno, senza macchia, trasparente
come vetro. Addentare la polpa candida e sana
d’un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
all’aspirare aria in un bosco di pini.
Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.
E’ così, mio usignolo, tra te e me
c’è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.
Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
I più visualizzati
-
La rondine vi porta fili d'erba, non vuole che la vita passi. Ma tra gli argini, a notte, l'acqua morta logora i sassi. Sotto le...
-
Seduta urla la vita dal corpo esanime Grida di aiuto fuggite da sinapsi inattive Riecheggiano nei corridoi Svuotati dal profumo del pranzo ...
-
Quanto deve essere difficile vivere il tramonto della propria vita soli…. Abituati alla presenza costante di una persona che con te condivid...

Nessun commento:
Posta un commento